Mark Hamill ha seriamente considerato di ritirarsi dalla recitazione. Lo ha raccontato durante il Comic-Con di San Diego del 25 luglio 2025, partecipando al panel del film The Long Walk, tratto dal romanzo distopico scritto da Stephen King con lo pseudonimo di Richard Bachman.
Come riporta Variety, Hamill, che ha 73 anni, ha detto:
“Nel 2019 dissi al mio agente: ‘Sai cosa? Non sono più motivato. Penso che smetterò e farò solo doppiaggio’. Immaginavo questa fase della mia vita passata con un metal detector sulla spiaggia e i miei cani in giardino”
La sua intenzione di ritirarsi è stata però respinta con forza dal suo agente e sua moglie, che scherzosamente ha ammesso di preferirlo fuori casa.
Il punto di svolta è arrivato con The Fall of the House of Usher, la serie Netflix firmata da Mike Flanagan. Hamill credeva inizialmente che il suo ruolo sarebbe stato solo vocale, ma si è ritrovato sul set nei panni di un avvocato sociopatico e poi come nonno alcolizzato del protagonista. “Un cambiamento totale!”, ha commentato. og È proprio questo rilancio inaspettato che ha reso possibile la sua partecipazione a The Long Walk.
Mark Hamill attends “The Long Walk” At San Diego @Comic_Con International 2025 at San Diego Convention Center in San Diego, California
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— Getty Images Entertainment (@GettyVIP) July 26, 2025
In The Long Walk Hamill interpreta il Maggiore, un comandante militare spietato che supervisiona la “Camminata” e impartisce gli ordini ai concorrenti. Il ruolo lo ha colpito profondamente perché – attenzione, seguono descrizioni che potrebbero turbare i lettori più sensibili – gli ha ricordato la sua adolescenza in Giappone, dove viveva vicino a una base militare americana: “Vedevo ufficiali costringere i soldati ad allenamenti brutali sotto il sole cocente. Se vomitavano, li obbligavano a mangiarlo. È stato orribile”. Proprio questo legame personale con la figura del Maggiore ha fatto scattare in lui un’immediata connessione con il personaggio.
Il film diretto da Francis Lawrence sarà nelle sale italiane dal 22 ottobre 2025 e rappresenta una nuova parentesi della carriera dell’attore. Durante il panel, Lawrence ha spiegato come il processo di riprese, svolte cronologicamente e con scene che prevedevano anche 30.000 passi al giorno, abbia creato un forte legame tra i membri del cast. Inoltre, lo sceneggiatore JT Mollner ha sottolineato di aver voluto conservare nel film “la bellezza dell’amicizia ma anche la brutalità e la disperazione” dell’opera di King.
