Nella serata di ieri, Pupi Avati ha ricevuto il Premio alla Carriera ai David di Donatello 2025 e ne ha approfittato per lanciare un appello a Lucia Borgonzoni (Lega), presente in sala, affinché si impegni maggiormente per il cinema italiano. Allo stesso tempo, ha invitato Giorgia Meloni ed Elly Schlein a incontrarsi con Giancarlo Giorgetti per discutere della situazione del nostro cinema.
Pupi Avati a Borgonzoni (Lega): “Il David è bello ma non assomiglia al cinema italiano. Qui c’è l’opulenza, il cinema è fatto di piccole società che fanno fatica. Applaudi oh! Non applaudi?” Borgonzoni e Ceccardi due statue di sale #David70 pic.twitter.com/pjLEznCcdU
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) May 7, 2025
Pupi Avati, 86 anni, si è rivolto direttamente alla sottosegretaria alla Cultura, Borgonzoni, dandole del tu, e le ha spiegato che l‘iniziativa Cinema Revolution, da lei promossa, “è carina, ma noi abbiamo bisogno di qualcosa di più”.
“Ecco, vedere questa festa… io ho partecipato a un’infinità di premiazioni nella mia vita. Ma vedere l’organizzazione di questa sera, di questo David di Donatello… è una cosa meravigliosa. Però – e lo voglio dire a Lucia – questa festa non assomiglia al cinema italiano. Purtroppo. Qui c’è opulenza. Ma il nostro cinema è fatto di piccole società, di realtà indipendenti, che stanno facendo una fatica pazzesca. Hanno bisogno di aiuto”
A questo punto del discorso, il regista ha invitato più volte le file dei politici ad applaudire, con un polemico “Applaudi, oh! Devi applaudire, no?”, chiedendosi anche dove fosse Chiara Sbarigia, presidente di Cinecittà. Poi ha proseguito il discorso, facendo appello alla premier e alla segretaria del PD, Elly Schlein.
“Secondo me, la cosa più bella che si potrebbe fare è questa: La Schlein chiama la Meloni. Dice: “Giorgia, sei lì? Possiamo vederci mezz’ora con Giorgetti per parlare un attimo del cinema italiano?” Non sarebbe opportuno? Non sarebbe auspicabile? Condividete, sì o no?”
Schlein, dal canto suo, ha già risposto ad Avati sui social, dichiarandosi disponibile a un confronto. Del resto, la questione la riguarda da vicino e non solo nelle vesti di politica: più volte ha espresso il desiderio di affermarsi come regista in futuro.
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Avati non è stato l’unico a fare appello alla politica, anche Elio Germano ha fatto appello alla parità di diritti, con un accenno alla situazione a Gaza.
