David Lynch e Isabella Rossellini hanno avuto una storia d’amore durata cinque anni, iniziata sul set del film Velluto Blu, del 1986, e conclusasi nel 1991, dopo le riprese del loro secondo film insieme, Cuore Selvaggio. Il regista e l’attrice si conobbero ad una cena e si ritrovarono a lavorare insieme in un film controverso, con scene di nudo, che attirò su Rossellini anche delle critiche negative. La loro fu un’intensa relazione a distanza, e quando David lasciò Isabella, lei ne rimase profondamente ferita. Negli negli anni a seguire però i due ex partner sono rimasti profondamente legati, anche se le loro vite sentimentali sono andate avanti.

Come racconta Far Out, i due si incontrarono a New York e Lynch fece una piccola gaffe:
“Ci incontrammo ad una cena organizzata da un amico a New York e la prima cosa che David mi disse fu: “Sai, somigli così tanto a Ingrid Bergman, che potresti essere sua figlia”. E uno dei nostri amici rispose: “Idiota, ma lei è davvero la figlia di Ingrid Bergman!”
Durante le riprese di Velluto Blu i due iniziarono a frequentarsi e lasciarono i rispettivi coniugi. Lynch era sposato con Mary Fisk, dal quale divorziò nell’87 e anche Isabella era sposata da tre anni con Jonathan Wiedermann. E prima ancora era stata sposata tre anni con Martin Scorsese.

A proposito di Velluto Blu, nel suo libro Qualcosa di me, Rossellini ha parlato di come furono accolte le scene di nudo che nelle loro intenzioni non volevano essere erotiche o sexy, ma brutali.
“Quando uscì il film, qualcuno disse che avevo interpretato bene il ruolo di femme fatale. Altri dissero che avrei dovuto pretendere di essere ripresa in un modo migliore, e che David Lynch mi aveva imbruttita. lo ero delusa da queste critiche. Evidentemente, non ero riuscita nel mio intento di rappresentare la dualità difficile delle donne violentate, con i suoi aspetti contraddittori, le infinite e confuse emozioni, e le orribili conseguenze. Comunque, in tutta la mia vita professionale, solo Velluto blu mi ha offerto l’opportunità di tentare la rappresentazione del sesso in tutta la sua complessità”
Nello stesso volume ha raccontato inoltre che si trovò a girare scene di nudo in pubblico – con decine di curiosi raccolti attorno al set – e che David, per farle capire che tipo di immagine volesse, le raccontò che quando erano piccoli, lui e suo fratello, si imbatterono in una donna nuda che camminava per strada. L’immagine non li turbò dal punto di vista sessuale, ma evidentemente rimase impressa nella memoria del regista per la sua crudezza. Per le stesse scene invece Isabella si ispirò alla celebre foto intitolata Napalm Girl, quella della bambina che durante la guerra del Vietnam fugge da un villaggio con il corpo coperto da ustioni.

Da allora i due vissero una relazione a distanza, fatta di lunghe e frequenti telefonate e di incontri, ma entrambi erano alle prese con le rispettive, promettenti carriere. Stando a quanto riporta Far Out, in un’intervista Lynch raccontò che una delle più grandi frustrazioni del suo rapporto con Rossellini era l’odore della sua cucina, che restava impresso ovunque.
“Il profumo. Il profumo della cucina – Quando hai disegni o anche scritti – l’odore finiva per impregnare tutto il mio lavoro.”
Nel suo libro Isabella Rossellini ha spiegato che tra gli oggetti che possiede, uno di quelli a cui è più legata è una particolare opera d’arte realizzata per lei da Lynch, intitolata Bee Board e che consiste in una tela bianca sulla quale il regista aveva incollato tutte le api che venivano a morire sul balcone di casa. A ciascuna ape poi, aveva assegnato un nome, scritto sotto di esse.

Isabella e David si ritrovarono a lavorare di nuovo insieme in Cuore Selvaggio, nel quale lei non aveva un ruolo da protagonista, ma interpretava un personaggio che nel look era ispirato a Frida Kahlo. Il film fu presentato a Cannes 1990 e vinse la Palma d’Oro, ma segnò anche la fine del rapporto tra l’attrice e il regista.

Nella sua biografia Isabella ha raccontato un aneddoto su lei, Lynch e Scorsese.
“Questo è un aneddoto leggermente indiscreto, ma è l’esempio più evidente che ho per descrivere ciò che costituisce un bravo regista. Quando David mi ha lasciato, avevo il cuore infranto. lo stessa ero stupita di quanto fossi depressa. Non ero in grado di uscire dal mio tunnel di tristezza. Ma siccome in ogni situazione so che c’è una via d’uscita, decisi di cercarla a ogni costo. (…) Mi venne in mente che forse Martin sarebbe stato contento di sapere che David e io non eravamo più insieme. Non che Martin avesse nostalgia di me – assolutamente no – ma conoscete quello strano senso di possesso che proviamo per un coniuge anche dopo il divorzio…
“Martin, David mi ha lasciato”, gli dissi al teletono
“Lo sapevo», rispose lui, cogliendomi del tutto di sorpresa.
“Come? Nessuno lo immaginava – nessuno dei miei amici né dei miei familiari se lo aspettava, e a me non è mai passato neanche per la testa che io e David non rimanessimo insieme per sempre”
“L’ho immaginato quando, in TV, ti ho visto con David al Festival di Cannes. Quando David vinse la Palma per Cuore selvaggio, ti ha baciato sulle labbra davanti ai giornalisti.”
“E allora?”
“Come, allora! Siete sempre stati entrambi così discreti sulla vostra relazione! Anche se tutti sapevano che stavate insieme, non c’era stata nessuna foto, nessuna dichiarazione che documentasse la cosa. Se David, dopo cinque anni di relazione, ha voluto manifestare il suo amore per te davanti alla stampa, aveva senz’altro qualcosa da nascondere”“Capito cosa intendo? I bravi registi conoscono il comportamento umano”

Isabella Rossellini proseguì, con alcune considerazioni sulla fine della sua relazione con David Lynch:
“La telefonata non mi aveva certo aiutato a uscire dal bosco della mia depressione, ma provai oltre al senso di infelicità per aver perso David, grande ammirazione per la perspicacia e l’acutezza di Martin. lo avevo creduto che David si fosse lasciato andare, ritenendo che, dopo tutti quegli anni, potessimo finalmente essere ufficialmente una coppia. La mancanza di intuito dimostrata in quell’occasione mi fa dubitare di poter mai fare la regista”
