Nelle ultime ore è diventato virale il video diffuso da Palazzo Maffei, museo veronese che ospita importanti opere d’arte moderna e contemporanea. Le immagini, registrate dalle telecamere di sorveglianza, mostrano una coppia di turisti nell’atto di distruggere irrimediabilmente la “Sedia Van Gogh” dell’artista Nicola Bolla. Il tutto per un selfie. Una scena tanto assurda quanto surreale, che evoca un celebre episodio del film Dove vai in vacanza?, in cui Alberto Sordi interpreta un turista sprovveduto alle prese con la stanchezza di sua moglie, il concetto di arte moderna… e una sedia.
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Nel video si vede chiaramente l’uomo attendere che la sorveglianza si allontani per potersi avvicinare all’opera, una sedia tempestata di Swarovski, nonostante i divieti ben segnalati in due lingue. Finge di sedersi per una foto ricordo, ma perde l’equilibrio e vi piomba sopra, distruggendola. Nel tentativo di rialzarsi, aiutato dalla compagna, rischia anche di danneggiare un’altra opera esposta alle sue spalle. Dopo il misfatto, i due si allontanano in fretta, lasciandosi la sedia distrutta alle spalle. Il museo ha poi pubblicato la sequenza sul proprio profilo Instagram, accompagnandola da una riflessione amara.
“Abbiamo deciso di non limitarci a una semplice denuncia dell’accaduto. Vogliamo trasformare questo episodio in un’occasione per riflettere e sensibilizzare il pubblico: l’arte va ammirata, vissuta, ma soprattutto rispettata. Sempre.”
La sedia di Nicola Bolla è stata successivamente ripristinata e ricollocata nella sala, ma il museo ha spiegato in un aggiornamento che si è trattato di un restauro complesso: l’opera, estremamente delicata, ha richiesto giorni di lavoro per essere riportata al suo stato originario.

L’accaduto richiama alla mente l’esilarante episodio Le vacanze intelligenti, nel film Dove vai in vacanza? (1978), con Alberto Sordi e Anna Longhi nei panni di Remo e Augusta Proietti, una coppia romana costretta dai figli a intraprendere un estenuante tour culturale. Durante la visita alla Biennale di Venezia, Augusta, stremata, si siede su una sedia d’artista e viene scambiata dai presenti per una performance vivente. I visitatori iniziano a fotografarla e a “recensirla”, ignari del malinteso. Qualcuno azzarda anche che acquisterebbe l’opera in blocco per 18 milioni di lire.
Certo, nel film di Sordi la sedia riesce a reggere il peso della signora, al contrario dell’opera di Bolla, e in questo caso l’utilizzo della sedia è giustificato dalla stanchezza dei due coniugi sprovveduti, non da una foto da scattare col telefono. Sono gli altri visitatori, invece, che scattano foto a raffica alla povera Augusta, convinti di essere stati testimoni di una performance artistica irripetibile.
