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Home » Personaggi » “È ipocrita e ignorante come tutti i ricchi” – JK Rowling incenerisce Emma Watson su X: guerra aperta?

“È ipocrita e ignorante come tutti i ricchi” – JK Rowling incenerisce Emma Watson su X: guerra aperta?

Watson, ha recentemente dichiarato di continuare ad amare e rispettare la scrittrice, pur non condividendo le sue posizioni apertamente TERF. E Rowling asfalta lei e Dan Radcliffe.
Simone FrigerioDi Simone Frigerio29 Settembre 2025
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J.K. Rowling ed Emma Watson [fonte:NBC]
J.K. Rowling ed Emma Watson [fonte:NBC]
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Il conflitto tra J.K. Rowling ed Emma Watson è tornato al centro dell’attenzione, diventando uno dei temi più discussi del mese. L’autrice di Harry Potter ha scelto di rompere il silenzio con un lungo post su X, nel quale risponde direttamente alle recenti dichiarazioni dell’attrice, che in un podcast aveva espresso affetto e gratitudine nei suoi confronti, pur prendendo le distanze dalle sue idee sulla comunità trans. Le parole di Rowling, intrise di amarezza e accuse frontali, segnano un punto di non ritorno in una frattura iniziata ormai cinque anni fa e mai rimarginata.

Rowling ha innanzitutto chiarito di non pretendere che gli attori che hanno interpretato i suoi personaggi condividano per sempre le sue opinioni. Tuttavia, ha accusato Emma Watson e Daniel Radcliffe di essersi autoeletti “portavoce del mondo che ho creato”, intervenendo pubblicamente ogni volta che lei veniva criticata. Inoltre, Rowling ha insistito sul fatto che la visione di Watson sarebbe viziata dal privilegio. 

Il nodo principale riguarda la presa di posizione di Watson nel 2020, quando, insieme a Radcliffe, difese i diritti delle persone trans con un messaggio chiaro: “Le persone trans sono chi dicono di essere e meritano di vivere la loro vita senza essere continuamente messe in discussione“.

Ecco la trascrizione integrale del post

Non ho alcun diritto di pretendere un consenso eterno da parte degli attori che hanno interpretato personaggi da me creati. Sarebbe assurdo, tanto quanto chiedere al mio capo di quando avevo ventun anni quali opinioni dovrei avere oggi.
Emma Watson e i suoi colleghi hanno tutto il diritto di abbracciare l’ideologia dell’identità di genere. Si tratta di convinzioni tutelate per legge, e non vorrei mai che qualcuno di loro rischiasse di perdere il lavoro, subire violenza o addirittura morire a causa di tali idee.
Emma e Dan, però, negli ultimi anni hanno dato chiaramente l’impressione di ritenere che il nostro passato rapporto professionale conferisca loro un particolare diritto – anzi, il dovere – di criticarmi pubblicamente. Molto tempo dopo aver terminato le riprese di Harry Potter, continuano ad assumere il ruolo di portavoce di fatto del mondo che ho creato.
Quando conosci delle persone sin da quando hanno dieci anni, è difficile scrollarsi di dosso un certo senso di protezione. Fino a poco tempo fa non ero riuscita a liberarmi del ricordo di quei bambini da incoraggiare con delicatezza davanti a un enorme e spaventoso set cinematografico.
Negli ultimi anni ho più volte rifiutato di commentare pubblicamente Emma – in particolare per il podcast The Witch Trials of JK Rowling. Ironia della sorte, dissi ai produttori che non volevo che venisse presa di mira a causa di mie parole.
Dopo il famoso discorso ai BAFTA, Emma mi fece recapitare un biglietto scritto a mano, una sola frase: “Mi dispiace tanto per quello che stai passando” (ha il mio numero di telefono, quindi era necessario?). All’epoca ricevevo minacce di morte, stupro e tortura oltre ogni dire, con misure di sicurezza personali rafforzate e timore costante per la mia famiglia.
Emma aveva appena gettato altra benzina sul fuoco in pubblico, ma pensava che una frase di circostanza bastasse a rassicurarmi sulla sua reale empatia e gentilezza.
Come molte persone che non hanno mai vissuto da adulte senza il cuscinetto di ricchezza e fama, Emma ha pochissima esperienza del mondo reale ed è inconsapevole di quanto sia ignara. Non avrà mai bisogno di un dormitorio per senzatetto. Non finirà mai in un reparto ospedaliero pubblico misto. Dubito che sia entrata in uno spogliatoio all’aperto .
Il suo “bagno pubblico” è a uso singolo con una guardia di sicurezza fuori dalla porta. Ha mai dovuto spogliarsi in uno spogliatoio comunale misto? Avrà mai bisogno di un centro antiviolenza statale che non garantisce un servizio esclusivamente femminile?
O di condividere una cella con uno stupratore maschio che si è identificato come donna per entrare in un carcere femminile?
Io non ero milionaria a quattordici anni. Ho vissuto nella povertà mentre scrivevo il libro che ha reso famosa Emma. Proprio per questo so cosa significhi, per donne e ragazze senza privilegi, vedere demoliti i diritti femminili che Emma difende così entusiasticamente.
La più grande ironia è che, se Emma non avesse deciso nella sua ultima intervista di dichiarare che mi ama e mi stima – un cambio di rotta che sospetto abbia adottato dopo essersi accorta che il linciaggio mediatico nei miei confronti non è più di moda come un tempo – forse non sarei mai stata così sincera.
Gli adulti non possono pensare di appoggiarsi a un movimento che invoca regolarmente l’assassinio di “un’amica” e poi pretendere l’affetto di quest’ultima, come se fosse la loro madre. Emma ha tutto il diritto di dissentire da me e di parlare dei suoi sentimenti in pubblico – ma io ho lo stesso diritto, e ho finalmente deciso di esercitarlo.

I’m seeing quite a bit of comment about this, so I want to make a couple of points.

I’m not owed eternal agreement from any actor who once played a character I created. The idea is as ludicrous as me checking with the boss I had when I was twenty-one for what opinions I should… https://t.co/c0pz19P7jc

— J.K. Rowling (@jk_rowling) September 29, 2025

Come si evince dal post, Rowling non ha mai dimenticato del 2020, sottolineando che nel periodo più duro – quando riceveva minacce gravissime – Watson, a seguito dei BAFTA 2022, le inviò un biglietto scritto a mano con una sola frase: “Mi dispiace per quello che stai passando”. Un gesto che, secondo la scrittrice, strideva con la presa di posizione pubblica dell’attrice e che le parve superficiale e ipocrita. Watson infatti aveva lanciato una frecciata pubblica a Rowling dal palco degli Oscar britannici, rispondendo a una battuta della collega Rebel Wilson (trovate un resoconto della vicenda nell’articolo linkato in questo paragrafo; segue sotto il video dell’evento)

 

Nel suo post Rowling ha anche interpretato le parole concilianti di Watson nel podcast come un “cambio di rotta tattico”, forse legato al fatto che la condanna totale nei suoi confronti “non è più alla moda come un tempo” “Se Emma non avesse dichiarato di volermi bene – ha scritto – probabilmente non sarei stata così onesta”.

Il riferimento è all’intervista rilasciata da Watson a Jay Shetty, in cui l’attrice aveva detto: “Credo che il fatto di custodire l’amore e la gratitudine per quella esperienza non escluda il disaccordo. Non smetterò mai di avere a cuore il rapporto personale che ho avuto con Jo”. Watson aveva anche aggiunto di essere sempre disposta a un dialogo: “Ci credo completamente”. A queste parole affettuose però, Rowling aveva risposto con una video parodia della Watson nella quale si sosteneva che l’attrice avesse fosse stata conciliante con Rowling per opportunismo.

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