Si è spenta a Lucca, nella sua casa di campagna, Francesca Duranti, una delle voci più originali della narrativa italiana del secondo Novecento. Aveva 90 anni. La scrittrice è morta giovedì 30 ottobre 2025, lasciando un’eredità letteraria che ha attraversato oltre quarant’anni di scrittura.
Nata a Genova il 2 gennaio 1935 con il nome di Maria Francesca Rossi, era figlia di un politico, il parlamentare socialdemocratico Paolo Rossi, che fu presidente della Corte costituzionale tra il 1975 e il 1978. Laureata in legge, Duranti aveva scelto di vivere tra due mondi apparentemente opposti: la quiete della campagna lucchese, nella sua Villa Rossi a Gattaiola, e l’energia frenetica di New York. Questi due luoghi riflettevano perfettamente il doppio volto della sua scrittura, intimista e cosmopolita, ironica e malinconica.

La scrittrice si fece conoscere nella seconda metà degli anni Settanta con i romanzi La bambina del 1976 e Piazza mia bella piazza del 1978, entrambi pubblicati dalla casa editrice La Tartaruga. Ma fu nel 1984 che raggiunse la notorietà nazionale con La casa sul lago della luna, pubblicato da Rizzoli, finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Bagutta.
Quel romanzo, tradotto in sei lingue e considerato il suo capolavoro, raccontava la storia di una protagonista che inseguiva un misterioso manoscritto e, attraverso di esso, la propria identità. Il tema della ricerca di sé attraverso la parola avrebbe accompagnato tutta la sua produzione letteraria, diventando il filo conduttore di un’opera sempre elegante e misurata.
Negli anni successivi, Duranti pubblicò una serie di titoli che scandirono la sua maturità narrativa: Lieto fine nel 1987, Effetti personali nel 1988 con cui vinse il Premio Campiello e il Premio Hemingway, Ultima stesura nel 1991, Progetto Burlamacchi nel 1994 e Sogni mancini nel 1996, con cui ottenne il primo Premio Rapallo-Carige.
Nel 2000 la scrittrice passò alla casa editrice Marsilio, per la quale pubblicò Il comune senso delle proporzioni, L’ultimo viaggio della Canaria nel 2003, una saga familiare d’ispirazione autobiografica con cui vinse per la seconda volta il Premio Rapallo-Carige, Come quando fuori piove nel 2006 e Un anno senza canzoni nel 2009.
Tra le sue ultime opere si ricordano Manuale di conversazione: né rissa né noia, pubblicato da Pacini Fazzi nel 2009, e Il diavolo alle calcagna, edito da Nottetempo nel 2011. Oltre alla narrativa, Duranti si dedicò anche alla traduzione e alla riflessione sul linguaggio.
Nel 1988 aveva ideato insieme ad Antonio Dini il Premio dei Lettori, istituito a Lucca dalla Società Lucchese dei Lettori e destinato al miglior romanzo presentato nel corso dell’anno nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Un’iniziativa che testimoniava il suo legame profondo con il territorio lucchese e la sua volontà di promuovere la lettura e la cultura.
Riconosciuta anche all’estero, in Francia Duranti vinse il prestigioso Prix des Lectrices di Elle. La sua voce, lontana dal mainstream letterario, ha saputo mantenere nel tempo una raffinatezza e un rigore che l’hanno resa unica nel panorama della narrativa femminile italiana.
I funerali si svolgeranno lunedì 3 novembre alle ore 15 alla Casa del commiato della Croce Verde, lungo via Romana a Lucca, dove amici, lettori e il mondo della cultura potranno renderle l’ultimo saluto.
