La notte tra il 21 e il 22 giugno 2026 è morta a Parigi Guesch Patti, la cantante francese che ha conquistato milioni di cuori con il suo indimenticabile brano Étienne. Aveva 80 anni, compiuti lo scorso marzo, e si è spenta a causa di una lunga malattia. L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato dell’agenza Sébastien d’Assigny, che ha voluto ricordare l’artista con affetto: “Lascia dietro di sé, a tutti i pubblici che hanno potuto vederla su un palco, la memoria di una donna piena di vita nella sua espressione artistica”.
Nata nel 1946 a Vitry-sur-Seine, nel dipartimento della Val-de-Marne, Guesch Patti – il cui vero nome era Patricia Porrasse – ha costruito un percorso artistico ricco e variegato, molto prima di diventare la voce di uno dei più grandi successi musicali degli anni ’80. La sua formazione è iniziata nel mondo della danza classica: bambina prodigio, è entrata all’Opéra di Paris, dove ha ricevuto una preparazione rigorosa che le ha aperto le porte della danza contemporanea.
Durante gli anni ’70, Guesch Patti ha collaborato con alcune delle figure più importanti della coreografia internazionale, tra cui Maurice Béjart e Roland Petit. Ha calcato palcoscenici prestigiosi in tutta Europa, affermandosi come ballerina di talento e interprete dalla presenza scenica magnetica. Parallelamente alla danza, aveva iniziato a esplorare il mondo della musica già negli anni Sessanta, esibendosi al fianco del suo compagno Yves Gilbert, prima di intraprendere una carriera solista.
Il 1987 rappresenta l’anno della svolta definitiva. Con l’uscita del brano Étienne, contenuto nell’album Labyrinthe, Guesch Patti conquista le classifiche e diventa un’icona pop. La canzone, caratterizzata da un sound rock sensuale e da testi provocatori, si è imposta come un fenomeno di massa: ha venduto un milione e mezzo di copie, un traguardo straordinario per l’epoca.
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Il testo del brano non lasciava spazio all’immaginazione. Parole accompagnate da un video altrettanto audace che su diverse emittenti televisive ebbe una distribuzione limitata nella fascia serale a causa di sequenze calde. Elementi per i quali Patti all’epoca fu paragonata a Madonna.
Purtroppo i dischi e gli album successivi non riuscirono a replicare il trionfo del singolo del 1987, lasciando Étienne come il brano simbolo della sua carriera. Nel 2024, il pezzo è stato reinterpretato da Afida Turner, riportando alla ribalta la melodia e l’energia di quel successo senza tempo. In Italia la nostra Alba Parietti ne ha fatto un po’ uno dei suoi cavalli di battaglia televisivi, negli anni ’90 e qualche anno fa lo ha riproposto a Tale e Quale Show.
Come scrive Gala, dopo il periodo di massima esposizione mediatica, Guesch Patti si è progressivamente allontanata dai riflettori, senza però abbandonare completamente la scena artistica. La sua carriera ha continuato a intrecciarsi tra musica, teatro, cinema e danza contemporanea.
Nel 2020, Guesch Patti è tornata brevemente sui palcoscenici, sorprendendo il pubblico con una performance che testimoniava il suo legame ancora vivo con la danza contemporanea e la performance dal vivo. Quel ritorno aveva ricordato a molti la forza e l’eclettismo di un’artista che ha sempre rifiutato di essere catalogata in una sola definizione, preferendo muoversi liberamente tra i confini delle arti.
