Lorna Raver, attrice di teatro e cinema celebre per il ruolo dell’anziana e inquietante zingara dell’horror Drag Me to Hell di Sam Raimi, è morta a 81 anni. La sua scomparsa, avvenuta il 12 maggio 2025, è stata ufficializzata solo oggi attraverso la sezione In Memoriam pubblicata nell’edizione estiva della rivista del sindacato SAG-AFTRA.

Nata il 9 ottobre 1943 a York, in Pennsylvania, Raver ha intepretato il ruolo di Sylvia Ganush, l’anziana che maledice Alison Lohman nel film Drag Me to Hell di Sam Raimi, del 2009. Nel film, il personaggio della Ganush si scontra con Christine Brown, impiegata di un grande istituto di credito, in un furioso alterco che culmina con una maledizione: “Presto sarai tu a venire a supplicarmi”. In un’intervista inclusa nel libro Welcome to Our Nightmares: Behind the Scene With Today’s Horror Actors Raver raccontò:
“Non sapevo nulla del genere horror, non avevo mai visto nemmeno La Casa. Ero interessata al progetto per Sam Raimi, ma non avevo ben chiaro in cosa mi stessi cacciando finché non è successo. Quello che mi piaceva del personaggio era che era potente”.
Come scrive The Hollywood Reporter, prima del grande schermo, Raver ha calcato a lungo le scene teatrali, dal Hedgerow Theater in Pennsylvania all’off-Broadway, dove nel 1979 recitò in Last Days of the Dixie Girl Café. Negli anni ’80 partecipò a Between Daylight and Boonville, per poi spostarsi a Chicago e infine a Los Angeles, dove proseguì la carriera teatrale e cinematografica. Il debutto sul grande schermo arrivò nel 1990 con Colpo grosso al condominio.
In televisione è diventata popolare interpretando Rebecca Kaplan in Febbre d’amor, ma è apparsa anche in numerose altre serie, tra cui The Practice, Ally McBeal, Boston Legal, E.R, Beverly Hills 90210, Felicity, Giudice Amy, Star Trek: Voyager, Streghe, NYPD, Cold Case, Desperate Housewives, Weeds, Nip/Tuck, Bones, Grey’s Anatomy e One Tree Hill. Al cinema, oltre che in Drag Me to Hell, l’abbiamo vista nella dark comedy Freeway – No Exit (1996), nel thriller Blindato (2009) e nell’horror The Caller.
Parallelamente, Raver si è affermata come voce di centinaia di audiolibri, vincendo diversi Earphones Awards. Nel 2011 dichiarò in un’intervista al blog di Matt J. Horn:
“Non posso dire esattamente perché volessi diventare attrice – il desiderio c’è sempre stato. Ho scoperto solo dopo cosa amo di questo mestiere: vivere più vite e sviluppare la disciplina e l’apertura necessarie per abitarle”.
Si ritirò ufficialmente nel 2014, sorprendendosi del successo ottenuto in un settore che riteneva precluso alle donne oltre una certa età. “Pensavo che a Hollywood le donne di una certa età non dovessero nemmeno provarci, e sono stata piacevolmente sorpresa e grata per tutto il lavoro che è arrivato”, raccontò nel 2009, a margine dell’uscita del film di Raimi.
Raver aveva perso nel 2012 il suo compagno, Yuri Rasovsky, autore e regista radiofonico premiato con un Peabody Award e nominato ai Grammy.
