Giorgio Armani è morto oggi 4 settembre 2025 all’età di 91 anni. A giugno aveva avuto alcuni problemi di salute che lo avevano costretto a saltare le sfilate di Milano e Parigi. In una lettera aperta rivolta ai media, ai collaboratori, agli amici e ai familiari, aveva assicurato che sarebbe tornato a settembre.

Oltre ad aver rivoluzionato la moda internazionale con le sue giacche destrutturate e il celebre blu-Armani, lo stilista è stato una presenza fondamentale nel cinema. Fin dal 1980, quando disegnò i costumi indossati da Richard Gere in American Gigolò, Armani è diventato un punto di riferimento per Hollywood. Le sue creazioni hanno contribuito a definire l’eleganza di intere epoche cinematografiche: basti pensare a Gli intoccabili di Brian De Palma (1987), a Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci (1990) o ai film della saga di Batman diretti da Christopher Nolan, dove vestì Christian Bale nel ruolo di Bruce Wayne.

Armani ha collaborato anche con autori e interpreti di primo piano: da Dario Argento (Phenomena, 1985) a Ron Howard (Ransom – Il riscatto, 1996), fino a Martin Scorsese, che nel 1999 firmò il documentario Il mio viaggio in Italia prodotto dallo stilista. Nel 2013 disegnò gli abiti per Michael Fassbender e Penélope Cruz in The Counselor – Il procuratore di Ridley Scott, mentre Leonardo DiCaprio indossò completi Armani in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese. Jessica Chastain lo ha portato sullo schermo in 1981: Indagine a New York (2015).
La sua influenza non si è limitata al grande schermo: Armani è stato tra i designer più amati dalle star sul red carpet, contribuendo a trasformare ogni première in una passerella di eleganza. Celebrità come Nicole Kidman, Katie Holmes e Penélope Cruz lo hanno scelto persino per i loro abiti da sposa, consacrando ancora una volta il legame indissolubile tra lo stilista italiano e l’immaginario hollywoodiano.
