È morto questa mattina, 31 agosto 2026, a Modena, Guido De Maria, storico autore, regista e disegnatore che ha contribuito a trasformare il fumetto in un vero protagonista della televisione italiana. Aveva 93 anni. La sua morte arriva a pochi giorni da quella di Francesco Guccini, con il quale De Maria aveva condiviso una lunga amicizia e diverse esperienze professionali.
Nato a Lama Mocogno, sull’Appennino modenese, De Maria aveva studiato a Bologna, frequentando prima il liceo classico Minghetti e poi l’università, dove si era iscritto a Matematica. Quel percorso, però, non sarebbe arrivato alla conclusione: la sua vera strada era quella del disegno e della satira.
La sua attività come vignettista lo portò a collaborare con pubblicazioni come Epoca e Il Candido. Ma fu soprattutto il mondo della pubblicità e della televisione a permettergli di esprimere pienamente la sua creatività.
Come scrive Repubblica, a raccontare con ironia quell’esperienza era stato lo stesso De Maria in occasione dei suoi 90 anni. Da giovane aveva portato alcuni dei suoi lavori a Enzo Biagi, all’epoca direttore di “Epoca” a Milano:
“Avevo portato i miei lavori a Enzo Biagi, che allora era direttore di “Epoca” a Milano Gli piacquero ma mi ricattò: avrebbe pubblicato le mie vignette ogni volta che passavo un esame. In realtà gli mentii spudoratamente. Per tutte le volte che ha messo in pagina i miei disegni, oggi avrei almeno 5 lauree”.
De Maria realizzò numerosi Caroselli, dando vita a campagne e personaggi rimasti nella memoria del pubblico italiano. Tra questi ci furono i Brutos e gli sketch con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia per la Cera Grey, oltre a Salomone il pirata pacioccone per l’Amarena Fabbri. A questi si aggiunsero la celebre “camicia coi baffi”, associata a Maurizio Costanzo, e i nanetti dei wafer Loacker.
Nel 1971 fondò la Playvision. Fu quindi decisivo l’incontro artistico con Bonvi, dal quale nacque Nick Carter, uno dei personaggi destinati a lasciare un segno nella storia della televisione italiana dedicata al fumetto.

Da quell’esperienza prese forma un progetto ancora più ambizioso: portare il linguaggio delle strisce e delle tavole disegnate direttamente sul piccolo schermo. Tra il 1977 e il 1981, insieme a Giancarlo Governi, lavorò alla trasmissione Rai che sarebbe diventata un autentico programma cult. Il risultato fu Supergulp! I fumetti in TV, programma Rai che contribuì a rendere il fumetto un elemento centrale dell’intrattenimento televisivo.
Milioni di spettatori si ritrovarono davanti alla televisione per seguire personaggi e storie provenienti dal mondo del fumetto. La trasmissione contribuì inoltre a far conoscere al grande pubblico televisivo personaggi come Corto Maltese, Lupo Alberto, Sturmtruppen e Tex, trasformando Supergulp! in uno degli appuntamenti più seguiti della Rai di quegli anni.
Nel 1978 arrivò anche un importante riconoscimento: De Maria ottenne il premio per la regia televisiva nella categoria dedicata ai programmi per ragazzi.
Accanto al lavoro nel fumetto, nella pubblicità e in televisione, De Maria continuò a frequentare anche il mondo del cabaret. Fu tra gli Archibusti, esperienza nella quale condivise il palco e il percorso artistico proprio con Francesco Guccini.
