È morto a 74 anni Luciano Manzalini, dopo una malattia durata circa un anno. L’attore e autore si è spento nella clinica Villa Paola di Bologna. Era noto al grande pubblico come lo “smilzo” del duo comico Gemelli Ruggeri, formato insieme a Eraldo Turra. La notizia della scomparsa è stata confermata anche da Turra, che lo ha ricordato pubblicamente sui social. Virgilio riporta che Manzalini ha avuto un ictus, un anno fa.
Nato il primo gennaio 1952, Manzalini aveva da poco compiuto 74 anni. Dopo la laurea in chimica, si era avvicinato al teatro alla fine degli anni Settanta, iniziando come dilettante al Centro Teatrale Roselle.
In seguito decise di dedicarsi stabilmente alla recitazione e alla scrittura teatrale, frequentando l’Itc di San Lazzaro diretto da Roberto Cimetta. Il passaggio successivo fu il Gran Pavese Varietà di via del Pratello, laboratorio teatrale bolognese guidato da Patrizio Roversi, Susy Blady e Vito, punto di riferimento per una generazione di comici e autori. Da lì arrivarono le esibizioni nelle rassegne estive di Bologna Sogna e l’esperienza televisiva su Italia 1 nel programma Lupo Solitario, condotto da Patrizio Roversi.
Con Eraldo Turra diede vita al duo dei Gemelli Ruggeri, con cui ottenne ampia visibilità. Tra i loro personaggi più noti c’era la parodia ambientata a Croda, immaginario paese dell’Est europeo, in cui i due interpretavano più ruoli all’interno di una narrazione ispirata alla propaganda sovietica, in chiave satirica.
Nel corso della sua carriera Manzalini lavorò anche nel cinema. Federico Fellini lo scelse per il film La voce della luna, mentre Carlo Mazzacurati lo diresse in altre produzioni. Parallelamente all’attività di attore, si occupò della regia di numerosi spettacoli teatrali per colleghi e compagnie. Insieme a Turra portò in scena anche testi di impegno civile, tra cui L’assassino di Michele Serra, tratto dal libro Il nuovo che avanza.
Manzalini fu anche autore di libri pubblicati dall’editore Pendragon. Tra questi figurano L’amore svenuto, raccolta di poesie brevi, La felicità è un caso da risolvere, volume di aforismi, e Dubbi di un presunto scrittore, una serie di racconti brevi. Nei suoi scritti rifletteva spesso sul rapporto tra comicità e vita quotidiana.
Negli ultimi anni aveva progressivamente lasciato le scene a causa di problemi di salute, peggiorati nell’ultimo periodo. Con la sua scomparsa si chiude una lunga esperienza artistica legata al cabaret bolognese e alla comicità teatrale e televisiva italiana tra gli anni Ottanta e Novanta.
