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Home » Personaggi » È morto Peppino di Capri a 86 anni: aprì i concerti dei Beatles e vinse due volte Sanremo

È morto Peppino di Capri a 86 anni: aprì i concerti dei Beatles e vinse due volte Sanremo

Morto a 86 anni Peppino Di Capri, icona della musica italiana. Dalla sua Capri al successo internazionale con Champagne e due vittorie a Sanremo.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco11 Luglio 2026
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Peppino Di Capri in uno speciale Rai
Peppino Di Capri in uno speciale Rai
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Si è spenta sabato 11 luglio 2026 una delle grandi voci di Napoli e della musica italiana. Peppino Di Capri è morto a 86 anni nella sua amata Capri dopo una lunga malattia, chiudendo un cerchio iniziato proprio su quell’isola che non aveva mai smesso di chiamare casa. L’estate scorsa aveva regalato al suo pubblico un’ultima esibizione, cantando a sorpresa accompagnato dalla band Capri Rockers, capitanata dal figlio Edoardo Faiella. Era l’ultimo saluto di un artista con oltre sessant’anni di carriera alle spalle.

Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi grandi chansonnier italiani, un cantautore, pianista e interprete che ha saputo attraversare oltre sei decenni di carriera restando fedele al proprio stile. La sua voce ha accompagnato le estati e gli amori di intere generazioni, trasformando ogni canzone in un ricordo condiviso. Lascia i figli Igor, nato dal primo matrimonio con Roberta Stoppa, ed Edoardo e Daria, avuti dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019.

Peppino Di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, è nato a Capri il 27 luglio 1939. Bambino prodigio del pianoforte, crebbe in un’isola che nel dopoguerra era un crocevia di artisti e musicisti internazionali, un ambiente che contribuì a plasmare il suo stile, sospeso tra tradizione napoletana e influenze americane. In un’intervista al Corriere raccontò che fu il musicista e paroliere Mario Cenci a imporgli un cognome d’arte.

“Fu Mario Cenci che lo cambiò. Mi disse: siccome sei di Capri, ti chiamerai Peppino di Capri. Faiella gli faceva pensare a jella“

Alla fine degli anni Cinquanta fondò il gruppo Rockers e nel 1958 debuttò con la casa discografica Carisch, ottenendo i primi successi con brani in napoletano. Negli anni Sessanta divenne uno dei volti simbolo della nuova musica italiana grazie a hit come Roberta, St. Tropez Twist e Let’s Twist Again. Nel 1965 fu scelto per aprire gli unici concerti italiani dei Beatles, a Milano e Roma.

Peppino Di Capri in uno speciale per la Rai
Peppino Di Capri in uno speciale per la Rai

Il brano Roberta, che porta il nome della sua prima moglie: “Ci conoscemmo a Ischia e ci sposammo poco dopo. Era un’ex modella, carismatica: oggi sarebbe stata una influencer. Anche se Arianna Di Claudio, che l’ha interpretata nel film (la fiction Rai ndr) è molto più bella di lei”. Dal suo canto l’ex moglie Roberta fu molto critica riguardo la rappresentazione del suo personaggio. “Tutte bugie”, disse.

La consacrazione arrivò negli anni Settanta. Dopo la vittoria al Festival di Napoli nel 1970, conquistò il Festival di Sanremo nel 1973 con Un grande amore e niente più, in coppia con Tonina Torrielli. Nello stesso anno pubblicò Champagne, destinata a diventare uno dei brani più iconici della musica italiana. Tre anni dopo tornò a vincere Sanremo con Non lo faccio più, confermandosi tra gli artisti più amati del panorama nazionale.

Nel corso della carriera ha partecipato quindici volte al Festival di Sanremo, rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest nel 1991 con Comm’è ddoce ‘o mare e ricevuto nel 2023 il Premio alla Carriera “Città di Sanremo”. Con milioni di dischi venduti e tournée in tutto il mondo, ha attraversato oltre sessant’anni di storia della musica italiana, rinnovandosi senza perdere il suo stile raffinato.

Anche negli ultimi anni il suo repertorio è stato riscoperto da un pubblico più giovane, come dimostra la collaborazione con Guè nel 2015.

In una delle ultime interviste al Corriere della Sera, disse di non avere rimpianti: “Ho sempre fatto tutto con convinzione. Sono un uomo realizzato” e sul passaggio ad altra vita ipotizzò che forse si sarebbe fatto “un giretto in Purgatorio”.

Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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