Pino Colizzi, attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano, è morto il 15 febbraio 2026 a Roma. Era una delle voci più riconoscibili e amate del cinema e della televisione italiana. Nel 2010 si era ritirato dal doppiaggio, ma aveva continuato a recitare fino al 2015.
Nato a Roma il 12 novembre 1937 e cresciuto tra Paola e Bari, Colizzi apparteneva a una famiglia strettamente legata al mondo dello spettacolo: i Colizzi e i Ferzetti erano cugini. Diplomatosi all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico sotto la guida di Orazio Costa, Colizzi iniziò la sua carriera nel cinema grazie a Luchino Visconti, che gli affidò una piccola parte in Uno sguardo dal Ponte, con Paolo Stoppa e Rina Morelli. Nello stesso anno debuttò in televisione come protagonista dello sceneggiato Tom Jones.
In teatro ebbe la fortuna di lavorare con maestri del calibro di Elena Cotta, Franco Zeffirelli per Romeo e Giulietta e Patroni Griffi. Il suo talento di attore emerse pienamente all’inizio degli anni Settanta, quando Bolognini lo chiamò per Metello e Sandro Bolchi, ne 1974, gli affidò in televisione il complesso ruolo di Vronskij in Anna Karenina al fianco di Lea Massari, anche lei recentemente scomparsa.
Ma è nel doppiaggio che Pino Colizzi ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare italiana. La sua voce ha dato vita ad alcuni delle star più monumentali del cinema internazionale: Michael Douglas, Jack Nicholson, James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif sono solo alcuni degli attori che hanno parlato italiano attraverso la sua interpretazione.

Tra i suoi lavori più celebri, Colizzi ha doppiato Robert De Niro ne Il padrino – Parte II, Martin Sheen nel capolavoro di Francis Ford Coppola Apocalypse Now, Christopher Reeve nei primi tre episodi cinematografici di Superman e Patrick McGoohan nella seconda edizione del doppiaggio de Il prigioniero, celebre serie fantascientifica inglese degli anni Settanta.
Un capitolo curioso della sua carriera riguarda la collaborazione con Franco Zeffirelli: nel Gesù di Nazareth del regista, Colizzi doppiò Robert Powell nel ruolo di Gesù ma interpretò anche il ruolo di uno dei ladroni come attore. Nel 1999 Zeffirelli lo scelse nuovamente per Un tè con Mussolini, al fianco di Maggie Smith, Cher e Judi Dench.
Gli appassionati di animazione ricorderanno sempre la sua voce come quella di Robin Hood nel celebre cartone animato Disney del 1973, un ruolo che ha accompagnato l’infanzia di generazioni di italiani. Nel 2001 partecipò alla fiction Il bello delle donne nel ruolo del conte Gabriele De Contris.

Come direttore del doppiaggio, Colizzi ha curato produzioni di altissimo profilo: oltre a tutti i film di Zeffirelli a partire da Il campione del 1979, tra i suoi lavori figurano Pulp Fiction, Il paziente inglese, i film di 007 con protagonista Pierce Brosnan e l’intera trilogia di Matrix. Anche dopo aver lasciato il doppiaggio attivo nel 2010, ha continuato a dirigere produzioni vocali, mantenendo vivo il suo contributo al settore.
Colizzi era sposato con la collega Manuela Andrei, con cui ha avuto due figli: Carlo e Chiara.
