Il mondo dello spettacolo italiano piange Remo Girone, attore di straordinaria intensità e versatilità morto oggi 3 ottobre 2025 all’età di 76 anni. L’interprete di Tano Cariddi ne La Piovra è morto all’improvviso nella sua casa di Monaco di Baviera, dove viveva da anni con la moglie Victoria Zinny. La coppia ha due figli Karl e Victoria, nati da una precedente relazione di Zinny, ma cresciuti con Girone.

Nato ad Asmara, in Eritrea, Girone ha segnato la storia della televisione italiana con un personaggio che è diventato un’icona culturale e televisiva: Tano Cariddi, il mafioso de La Piovra. A partire dal 1987, con la terza serie dello sceneggiato Rai che ha tenuto incollati milioni di italiani, la sua interpretazione magistrale del ragioniere Cariddi, simbolo della connivenza tra mafia e alta finanza, lo ha trasformato in uno dei volti più temuti e ammirati della televisione italiana. La sua figura austera, lo sguardo glaciale e la capacità di incarnare il male con una credibilità sconcertante restano impressi nella memoria collettiva di un’intera generazione.
Ma ridurre Remo Girone al solo ruolo di Tano Cariddi è ingiusto nei confronti di una carriera ricca e multiforme. La sua formazione teatrale è stata rigorosa e prestigiosa: ha lavorato a lungo con il grande regista Luca Ronconi, portando in scena alcuni dei più grandi capolavori del teatro mondiale, da Shakespeare a Checov, dimostrando una padronanza scenica e una profondità interpretativa che pochi attori italiani possono vantare.
Nel cinema, Girone ha collaborato con alcuni dei maestri più importanti del panorama nazionale e internazionale. Ha lavorato con Ettore Scola in Il Viaggio di Capitan Fracassa e con Andrea Molaioli in Il gioiellino, film che gli hanno permesso di esplorare registri diversi e di dimostrare la sua straordinaria versatilità. La sua carriera non si è limitata ai confini italiani: ha prestato il suo talento anche a produzioni internazionali, lavorando con il visionario regista britannico Peter Greenaway.
Negli ultimi anni della sua carriera, Remo Girone aveva saputo rinnovarsi completamente, abbracciando progetti molto diversi tra loro. È apparso nella commedia italiana Ma cosa ci dice il cervello, dimostrando di saper gestire anche i toni leggeri, e ha avuto un ruolo di prestigio nell’epopea hollywoodiana Le Mans ’66 – La grande sfida, dove ha interpretato nientemeno che Enzo Ferrari, prestando il suo volto carismatico e la sua presenza scenica a un’altra icona italiana. Ancora di recente era apparso in The Equalizer 3 – Senza tregua, confermando la sua capacità di essere rilevante anche nel cinema d’azione contemporaneo.
La sua capacità di dare corpo e anima a personaggi complessi, la sua intensità interpretativa e la sua dedizione all’arte hanno lasciato un segno indelebile. Che fosse un mafioso spietato, un imprenditore visionario o un personaggio teatrale classico, Girone sapeva sempre trovare la verità del personaggio, regalando al pubblico interpretazioni memorabili.
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