Il mondo del cinema italiano piange la scomparsa di Roberto Russo, regista, sceneggiatore e fotografo che è stato a lungo il marito di Monica Vitti. Russo è morto sabato 20 settembre in una RSA di Roma, dopo una lunga malattia. I funerali si terranno martedì 23 settembre alle 10.30 nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo, proprio nel giorno in cui avrebbe compiuto 78 anni.
La sua storia d’amore con Monica Vitti è stata un esempio di dedizione e amore incondizionato. Un amore nato nel 1973, sul set di Teresa la ladra, dove lui, giovanissimo macchinista di 25 anni, incontrò la star 41enne. Un legame che ha sfidato le convenzioni sociali e il tempo, culminato nel matrimonio nel 2000, dopo 17 anni di fidanzamento.

Russo è stato l’angelo custode di Monica Vitti, soprattutto durante i lunghi anni della malattia neurodegenerativa che la colpì e la costrinse al ritiro dalla vita pubblica, nel 2002. Un silenzio protettivo, un amorevole riparo dalle attenzioni inopportune del mondo esterno. Come ha raccontato lui stesso in un’intervista a Walter Veltroni per il Corriere
“In questa casa, per vent’anni, non è entrato mai nessuno. A parte i medici, solo io, Cristina, la segretaria di Monica e Mirella, che badava a lei. Nessun altro, mai”
Il loro legame, durato quasi mezzo secolo, è stato definito dallo stesso Russo “l’avventura di una simbiosi”. Un’unione profonda, fatta di complicità e reciproca ammirazione. “Da quando l’ho vista non ho capito più nulla”, confessò Russo, ricordando il primo incontro con Monica. “Non avevo mai visto una donna di quella intelligenza, di quella simpatia, di quella bellezza”.
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Oltre all’amore per Monica, Roberto Russo ha coltivato la sua passione per il cinema, esordendo alla regia nel 1983 con Flirt, film interpretato proprio dalla Vitti, che le valse l’Orso d’argento a Berlino, mentre lui ottenne il David di Donatello come miglior regista esordiente. Seguì poi Francesca è mia nel 1986, sempre con Monica protagonista.
La scomparsa di Roberto Russo segna la fine di un capitolo importante nella storia del cinema italiano, una storia d’amore che ha commosso e ispirato generazioni.
