Egea Haffner, conosciuta come “la bambina con la valigia“, oggi ha 83 anni e vive a Rovereto, in Trentino-Alto Adige. Nonostante l’età, continua a testimoniare attivamente la memoria storica dell’esodo giuliano-dalmata, partecipando a eventi commemorativi e condividendo la sua esperienza con il pubblico.
Nata a Pola il 3 ottobre 1941, Egea Haffner è diventata un simbolo dell’esodo giuliano-dalmata a causa di una fotografia scattata nel 1946, in cui, a soli quattro anni, appare con una valigia recante la scritta “Esule giuliana n°30001”. Quell’immagine è divenuta emblematica del dramma vissuto da migliaia di italiani costretti a lasciare le loro terre d’origine nel dopoguerra.

Dopo la scomparsa del padre, presumibilmente vittima delle foibe, Egea e sua madre si trasferirono prima in Sardegna e successivamente a Bolzano, dove Egea crebbe con i nonni paterni. Nel 1966, si sposò con Giovanni Tomazzoni, con il quale si stabilì a Rovereto. La coppia ha avuto due figlie, Ilse e Roberta, e sei nipoti.
Negli ultimi anni, Egea ha collaborato con l’autrice Gigliola Alvisi per scrivere il libro “La bambina con la valigia”, in cui racconta la sua storia di esule. Questo libro è stato adattato in un film omonimo, trasmesso su Rai 1 il 10 febbraio 2025, in occasione del Giorno del Ricordo.
Di seguito, la sinossi ufficiale del film:
Inverno 1944: i bombardamenti si susseguono sulla città di Pola, obiettivo militare strategico per la difesa dellItalia del nordest di cui la Venezia Giulia e lIstria fanno parte. Tuttavia, la vita della piccola Egea Haffner prosegue come in una favola. Cè la villa dei nonni paterni, gli Haffner, e la gioielleria in centro dove lavora suo padre Kurt. Nella primavera del 1945 la guerra finisce. Nell Istria prendono il sopravvento i “Titini”, l`esercito messo insieme dal maresciallo Tito. Una notte due di loro bussano alla porta degli Haffner, cercano Kurt, che da quel momento scompare, forse inghiottito dalle Foibe.
