Una via dedicata a Enrico Mentana? Impossibile… ma vero! A raccontarci l’incredibile vicenda è la Gazzetta di Mantova: secondo il quotidiano lombardo, infatti, nelle vie del piccolo paesino di Viadana, i nuovi cartelli riportanti le indicazioni per Via Mentana riportano in didascalia un riferimento al noto giornalista e non, come è ovvio, all’omonima località laziale teatro di una cruciale battaglia risorgimentale tra le truppe di Papa Pio IX e i garibaldini (1867).

Secondo il quotidiano, peraltro, questo non sarebbe l’unico errore: nel cartello di Via Sette Ladroni, la didascalia richiama un romanzo per ragazzi scritto da Madonna (sì, proprio lei) nel 2004, e non il riferimento originale (ovvero, un avvenimento folklorico perso nella notte dei tempi
Difficile spiegare sfondoni simili, se non con l’uso indiscriminato di programmi di intelligenza artificiale per la preparazione dei cartelli: più immediato forse, pensare a una delle tante fake news che ormai quotidianamente infestano il web. Lo stesso Mentana ha condiviso le immagini con un post su Facebook e tra i commenti molti stanno sottolineando che tra l’altro non è possibile dedicare una strada ad una persona in vita.
Chiudiamo con una piccola lezione di storia: a tre anni da quella che sarebbe stata la fine del potere temporale del Papato, la battaglia di Mentana rappresenta uno dei tanti tentativi falliti da parte di Garibaldi di onorare le volontà di Cavour: la capitale d’Italia doveva essere Roma.
Così, il 3 novembre Garibaldi tentò di liberare l’Urbe, ma l’insurrezione popolare fallì. I franco-pontifici, dotati dei moderni fucili Chassepot, ebbero la meglio sui volontari garibaldini, costringendoli alla ritirata. Le perdite garibaldine furono circa 1.100 tra morti e feriti, mentre i loro nemici contarono 182 vittime. La sconfitta segnò la fine della campagna garibaldina e rafforzò la presenza francese nello Stato Pontificio, ritardando l’annessione di Roma al Regno d’Italia fino alla presa della città nel 1870.
