Era già tutto previsto è una delle canzoni più famose di Riccardo Cocciante e racconta, attraverso il punto di vista di un uomo malato d’amore, la sua relazione con una donna descritta come fedifraga ed egoista. Il narratore dice alla sua ex fidanzata che il suo atteggiamento, sin dall’inizio del loro rapporto, quando era ancora legata ad un altro uomo, lasciava intuire come si sarebbe comportata in futuro. Il brano del 1975 scritto da Cocciante con Marco Luberti, fa parte della colonna sonora di Parthenope, di Paolo Sorrentino.

L’io narrante piange, prima sommessamente, poi a squarciagola, il suo disagio di uomo tradito, che non trova più motivi per continuare a vivere. In questo senso, il titolo rappresenta il colmo dell’ironia: se “tutto era già previsto”, , non è stato però possibile mettere in conto la reazione emotiva estrema. Il protagonista, ora, è perduto. Il testo del brano, scritto da Marco Luberti, si dipana lungo una melodia estremamente semplice, composta da Cocciante, ed è sommariamente divisibile in tre nuclei tematici, corrispondenti alle tre strofe.
![Riccardo Cocciante [C. Buccolieri]](https://cinemaserietv.it/wp-content/uploads/2024/11/Riccardo-20Cocciante_ph-20credit_Cosimo-20Buccolieri_14618.jpg)
“Era già tutto previsto
Fin da quando tu ballando
Mi hai baciato di nascosto
Mentre lui che non guardava
Agli amici raccontava
Delle cose che sai dire
Delle cose che sai fare
Nei momenti dell’amore
Mentre ti stringevo forte
E tu mi dicevi piano
“Io non lo amo, non lo amo”
Allarme che puntualmente risuona ora fragoroso nei ricordi dell’innamorato sofferente, ora che la sua lei lo ha, a sua volta, lasciato, desiderosa di nuove avventure e bisognosa di un uomo che “la sappia soddisfare”: cosa che il nostro protagonista non è in grado di fare. L’esame di coscienza dell’uomo è obiettivo e delinea i fatti proprio così come si sono svolti, senza recriminazioni o accuse
Era già tutto previsto
Fino al punto che sapevo
Che oggi tu mi avresti detto
Quelle cose che mi dici
Che non siamo più felici
Che io sono troppo buono
Che per te ci vuole un uomo
Che ti sappia soddisfare
Che non ti basta solo dare
Ma vorresti anche avere nell’amore
Ma quale amore?
L’ultimo verso della strofa, però, fa anche da ponte e preludio all’esplosione di dolore della sezione successiva , in cui il nostro, disinibito e urlante, certifica a noi e a se stesso l’abbandono da parte dell’amata, fuggita con un altro, più recente ma non ultimo destinatario di un sorriso fin troppo conosciuto.
Ora, al protagonista non resta che annegare in una pena immedicabile, per alleviare la quale forse non resta che il rimedio estremo, il desiderio della morte: la canzone si chiude così col sentimento della vita che se ne va dal cuore di un uomo, unica ‘variabile impazzita’ di un computo altrimenti perfetto. (Non) era già tutto previsto.
Era già tutto previsto
Anche l’uomo che sceglievi
E il sorriso che gli fai
Mentre ti sta portando via
Ho previsto che sarei
Restato solo in casa mia
E mi butto sopra il letto
E mi abbraccio il tuo cuscino
Non ho saputo prevedere
Solo che però adesso io
Vorrei morire
Era già tutto previsto è la quarta traccia dell’album intitolato L’alba.