Martina Stella ha raccontato uno dei momenti più importanti della sua carriera: il provino che le cambiò la vita per L’ultimo bacio, il film di Gabriele Muccino che nel 2001 la consacrò al grande pubblico. L’attrice, intervistata dal Corriere della Sera, ha ricordato quei giorni difficili, quando si presentò al casting senza trucco e con una semplice t-shirt sporca di pomodoro, convinta di non avere alcuna possibilità. Aveva sedici anni.
La storia di Martina Stella prima del successo è fatta anche di sacrifici e difficoltà economiche. L’attrice ha raccontato che, in quel periodo, la sua famiglia non aveva molti mezzi e spesso raggiungere Roma per i provini era un’impresa.
“Quando andavo a Roma per i provini, a volte, non avevamo nemmeno i soldi per il biglietto del treno. Io, mamma e mia sorella salivamo lo stesso – non si fa, lo so – e, se arrivava il controllore, ci chiudevamo nel bagno”, ha raccontato. “Una volta, uno ci trovò stipate lì dentro e ci lasciò andare, disse: ‘Andate, andate, siete disperate’. Che tenerezza a ripensarci…”.
L’occasione per entrare nel mondo del cinema arrivò grazie a un agente che l’aveva notata per strada e con cui aveva iniziato a lavorare come modella. Quello per L’ultimo bacio fu il suo primo vero provino.

Martina Stella ha spiegato che durante il casting iniziale cercavano un’attrice con un accento romano o con un italiano molto pulito, ma lei non riusciva a eliminare la sua inflessione fiorentina. “Non riuscivo a correggere il fiorentino e Muccino mi disse: falla nella tua lingua”, ha raccontato.
Al secondo provino erano rimaste soltanto due candidate, lei e un’altra ragazza.
“Era perfetta, agghindata, col macchinone. Io ero struccata, con la maglietta macchiata di pomodoro. Io e mamma ci guardammo, certe che avrebbero scelto l’altra”.
La madre, convinta che non ci fosse speranza, decise di andarsene. Martina invece entrò comunque nella sala del provino. Poco dopo arrivò la notizia che avrebbe ottenuto il ruolo di Giulia, il personaggio che avrebbe segnato la sua carriera.
“Quando mi dissero che mi avevano presa, trovai mia mamma fuori, nascosta dietro un cespuglio. Ridevamo e piangevamo. Piangevamo e ridevamo”.
Il successo de L’ultimo bacio fu enorme e trasformò Martina Stella in uno dei volti più riconoscibili del cinema italiano. Lei stessa ha definito quel film “un fenomeno sociologico”, raccontando anche l’impatto che ebbe sulla sua vita quotidiana.
Il momento in cui capì che quel ruolo sarebbe rimasto nella memoria collettiva arrivò al Festival di Venezia, quando incontrò Alberto Sordi. “Venne lui da me e già questo mi sembrò incredibile. Poi mi disse: ‘Hai regalato un pezzo della tua giovinezza a un personaggio che rimarrà sempre sospeso nel nostro immaginario’”.
Con i primi soldi guadagnati grazie al cinema, Martina Stella pensò subito alla sua famiglia. “La macchina per mamma”, ha raccontato. Poi, a soli 18 anni, riuscì anche a comprare una casa per sé.
Ma insieme alla popolarità, racconta al Corriere della Sera, arrivarono anche conseguenze inattese. Tornata all’Impruneta, vicino Firenze, si rese conto che la sua vita era cambiata per sempre: il suo nome era ancora sull’elenco telefonico e iniziarono ad arrivare telefonate da tutta Italia.
“Mi chiamavano da tutta Italia, avevo persone appostate sotto casa. Mamma li invitava tipo a fare colazione. Poteva essere anche pericoloso, ma non sapevamo come comportarci. Fu proprio un’esplosione”.
Una carriera nata quasi per caso, quindi, da un provino affrontato senza trucco e con una maglietta macchiata, che però convinse Gabriele Muccino più di qualsiasi preparazione perfetta. Quella ragazza arrivata al casting senza grandi mezzi sarebbe diventata il volto di uno dei film simbolo del cinema italiano degli anni Duemila.
