Anthony Hopkins ha rivelato il momento esatto in cui ha compreso di essere alcolista, il 29 dicembre del 1975, un istante che gli ha cambiato la vita e lo ha salvato da una tragedia, mentre stava guidando. L’attore premio Oscar, noto per il suo ruolo di Hannibal Lecter in Il silenzio degli innocenti, ha condiviso questa confessione durante un’intervista al podcast The Interview del New York Times, in occasione della pubblicazione della sua autobiografia We Did OK, Kid, in uscita il 4 novembre.
La rivelazione a The Interview è agghiacciante. Hopkins ha raccontato di essersi ritrovato alla guida della sua auto in California in stato di blackout alcolico, completamente inconsapevole di dove stesse andando.
“Ero ubriaco e guidavo la mia auto qui in California in blackout, senza la minima idea di dove stessi andando, quando ho realizzato che avrei potuto uccidere qualcuno. O me stesso, cosa di cui non mi importava. Avrei potuto uccidere un’intera famiglia in un’auto”
Quel momento di lucidità improvvisa in mezzo al caos dell’alcol è stato il punto di svolta. Hopkins ha descritto l’istante preciso in cui tutto è cambiato, con una precisione che lascia intuire quanto quell’esperienza sia rimasta impressa nella sua memoria.
“Sono tornato in me e ho detto a un mio ex agente, durante una festa a Beverly Hills: ‘Ho bisogno di aiuto’. Erano le 11 in punto, ho guardato l’orologio”
Ma ciò che è accaduto subito dopo ha dell’incredibile. Hopkins ha descritto un’esperienza quasi mistica che ha definito “la parte spettrale” del racconto di quella notte. Una voce interiore potente gli ha parlato, cambiando per sempre il corso della sua vita.
“Un pensiero profondo e potente, o una voce, mi ha parlato da dentro dicendo: ‘È tutto finito. Ora puoi iniziare a vivere. E tutto questo è stato per uno scopo, quindi non dimenticare nemmeno un momento”
Hopkins ha descritto questa voce come “maschile, ragionevole, come la voce di un annunciatore radiofonico”, sottolineando che non si è trattato di un semplice pensiero, ma di qualcosa di più tangibile e reale. L’effetto è stato immediato e radicale:
“Il desiderio di bere mi è stato tolto, o se n’è andato. Ora non ho teorie se non la divinità o quel potere che tutti possediamo dentro di noi, che ci crea dalla nascita, la forza vitale, qualunque cosa sia. È una coscienza, credo. Questo è tutto ciò che so.”
La battaglia con l’alcol di Hopkins affondava le radici in un’infanzia difficile. L’attore ha spiegato di aver sofferto di solitudine durante gli anni formativi e di aver subito episodi di bullismo. “Ho bevuto per annullare quel disagio o qualunque cosa fosse in me, perché mi faceva sentire grande”, ha ammesso. L’alcol rappresentava una via di fuga, un modo per trasformarsi istantaneamente. “L’alcol è fantastico perché ti fa sentire immediatamente in uno spazio diverso”, ha detto Hopkins, descrivendo l’appeal pericoloso della bottiglia.
L’attore ha anche ricordato la cultura del bere che permeava il mondo del cinema britannico negli anni ’60 e ’70, citando colleghi come Peter O’Toole e Richard Burton. “Ricordo quelle bevute, pensavo: ‘Questa è la vita. Siamo ribelli, siamo outsider, possiamo festeggiare’. E nel retro della mente pensavo: ‘Ti ucciderà anche’. Quei ragazzi con cui lavoravo se ne sono andati tutti“, ha concluso con amarezza.

Dopo quella notte del 29 dicembre del 1975, Hopkins ha cercato aiuto contattando un gruppo di alcolisti anonimi a Los Angeles e ha intrapreso un programma in 12 passi che lo ha accompagnato verso la sobrietà. Lo scorso dicembre ha celebrato 49 anni senza alcol, condividendo la sua esperienza sui social media con un video destinato ai suoi oltre 5,3 milioni di follower.
“49 anni fa, proprio in questo giorno, ho smesso. E mi stavo divertendo così tanto. Ma poi ho capito che ero in grossi guai perché non ricordavo niente e stavo guidando un’auto ubriaco fradicio”
Nel video, Hopkins ha lanciato un messaggio di speranza a chi si trova in difficoltà.
“Se hai un problema, bere per divertimento è meraviglioso, bere un bicchiere va bene, ma se hai un problema con l’alcol, c’è aiuto. Non è una cosa terribile, è una condizione, se sei allergico all’alcol, cerca aiuto”
Ora, alle soglie dei 88 anni che compirà il 31 dicembre, Hopkins guarda alla vita con gratitudine, stupore e l’ironia che lo contraddistingue.
“Ci sono difficoltà mostruose nella vita e ne prendi atto. Ma finalmente, avvicinandomi agli 88 anni, mi sveglio la mattina dicendo: ‘Sono ancora qui. Come?’. Non lo so. Ma qualunque cosa mi stia tenendo qui, grazie mille!”
Dalla sua vita Anthony Hopkins ha ricevuto molte soddisfazioni, successi e sfide. A gennaio le sue case sono state distrutte nell’incendio di Los Angeles, ma non ha mai, mai perso l’ironia. L’estate scorsa ha preso bonariamente in giro Kim Kardashian con un video ispirato al suo personaggio ne Il silenzio degli innocenti e una maschera “alternativa”. Non perdetevelo!
