Dal programma di Salerno Letteratura, il festival culturale in programma dal 13 al 20 giugno 2026, è stato cancellato il nome di Erri De Luca. Lo scrittore napoletano avrebbe dovuto tenere il discorso di apertura della manifestazione, ma dopo le sue dichiarazioni sul conflitto in corso a Gaza, gli organizzatori hanno deciso di non affidargli più l’incarico.
La direzione artistica di Salerno Letteratura, composta da Gennaro Carillo, docente all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e Paolo Di Paolo, ha poi offerto allo scrittore uno spazio alternativo all’interno del festival, ma De Luca avrebbe preferito declinare l’invito, scegliendo di non partecipare affatto alla manifestazione.
Carillo ha spiegato al Mattino la scelta della direzione artistica, respingendo le accuse di censura: “Abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria per evitare strumentalizzazioni. La prolusione detta un po’ la linea al festival e implica una certa identità di vedute con chi te la commissiona, quantomeno rispetto alla più tragica delle evidenze: i morti civili di Gaza“.
La risposta dello scrittore alla sua esclusione è arrivata all’ANSA: “Io fuori da Salerno Letteratura? È il Festival che si è escluso da me”. Una frase che sintetizza il suo rifiuto di accettare la narrazione dell’emarginazione, rivendicando invece la propria coerenza intellettuale di fronte a quella che considera una scelta di chiusura da parte degli organizzatori.
Come spiega il Corriere della Sera, la controversia nasce da un’intervista rilasciata nei giorni scorsi da De Luca a Gerusalemme, dove si trovava per partecipare a un festival letterario. Le sue parole hanno immediatamente scatenato polemiche: “So benissimo cosa sia un genocidio, applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale”. Lo scrittore aveva poi aggiunto una riflessione sul sionismo: “Oggi sionista è una maledizione. Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria”.
Di fronte alle critiche, De Luca aveva tentato un chiarimento attraverso i suoi canali social: “Oggi sionismo coincide con il governo della peggiore destra israeliana. Ho voluto recuperare il senso originale del termine. Sionista è chi riconosce lo Stato di Israele. Chi crede che la soluzione del conflitto consista in due Stati… Non è mia intenzione offendere la sensibilità di chi sostiene la causa palestinese che naturalmente condivido. È accaduto e me ne dispiace”.
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