Un’inchiesta de La Verità, quotidiano diretto da Maurizio Belpietro ha portato alla luce una misconosciuta vicenda giudiziaria concernente Fabio Fazio e la fabbrica di cioccolato di Varazze di cui era presidente. L’impianto, secondo quanto riporta il pezzo a firma Maurizio Amadori, sarebbe stata oggetto di una salatissima multa per violazione delle norme sull’etichettatura alimentare, a inizio 2024. Ecco com’è andata.
Nella primavera del 2024, riassume Open, un’ispezione amministrativa condotta dai Carabinieri del Comando Tutela Agroalimentare di Torino ha messo sotto accusa la Dolcezze di Riviera Srl, azienda proprietaria del rinato marchio Lavoratti 1938, per l’utilizzo scorretto di denominazioni protette su alcuni dei suoi prodotti di cioccolateria artigianale. La società, il cui presidente all’epoca era proprio Fazio, ha ricevuto una multa complessiva vicina ai 100.000 euro — cifra ridotta del 30% grazie al pagamento tempestivo entro cinque giorni, come previsto dalla legge.

Durante l’ispezione del 23 febbraio, i militari hanno sequestrato circa 1.200 confezioni di cioccolato, corrispondenti a 1,4 quintali di prodotto dal valore commerciale di circa 18.600 euro, oltre a 5.400 etichette già pronte per essere applicate su uova pasquali e altri dolci. Le etichette in questione riportavano, senza autorizzazione, le denominazioni “Pistacchio verde di Bronte DOP”, “Sale marino di Trapani” e “Nocciola di Giffoni IGP”, mentre in realtà gli ingredienti utilizzati erano di altra origine: pistacchi generici siciliani, nocciole piemontesi e sale non certificato.

Il caso ha suscitato clamore anche per il coinvolgimento diretto di Fazio, che aveva acquistato l’azienda nel 2020, dopo il lockdown, insieme alla moglie Gioia Selis e all’amico d’infanzia Davide Petrini (campione europeo di apnea e imprenditore).
La motivazione ufficiale era quella di “ritrovare la magia dell’infanzia” e dare nuova vita a un laboratorio storico della Riviera Ligure, nello specifico a Varazze, dove Lavoratti 1938 aveva segnato generazioni di amanti del cioccolato con le sue confezioni vintage e sostenibili. Il rilancio del marchio si era però sin da subito affacciato sul mercato del lusso, con prodotti di fascia alta (come le uova di Pasqua da 80 euro) realizzati con la consulenza del celebre pasticcere Corrado Assenza.
A seguito dello scandalo, il 29 febbraio 2024 Fabio Fazio ha lasciato la carica di presidente del consiglio di amministrazione, seguito dalla moglie che ha rinunciato al suo ruolo di consigliere. L’azienda ha poi provveduto ad aggiornare le descrizioni sul proprio sito di e-commerce entro l’11 marzo, eliminando i riferimenti protetti e sostituendoli con diciture più generiche. Alcuni ingredienti sono stati reintegrati in etichetta solo dopo aver ricevuto le necessarie autorizzazioni, come nel caso del pistacchio di Bronte e della nocciola Piemonte IGP.
L’episodio mette in luce l’importanza della trasparenza alimentare e delle verifiche sulla tracciabilità degli ingredienti, anche (e forse soprattutto) quando dietro un brand ci sono volti noti e narrazioni emozionali.
