Fabrizio Corona ha denunciato di essere stato minacciato e di aver ricevuto una richiesta di denaro legata a suo figlio Carlos. Nella notte, il 53enne ideatore del famigerato format Falsissimo si è presentato in ieri sera in questura a Milano per raccontare agli agenti quanto accaduto e mostrare dal proprio telefono le conversazioni e le chiamate ricevute. Ne è seguita una nottata che sembra la trama di un poliziesco, tra inseguimenti, perquisizioni e aggressioni con catene.
Secondo la ricostruzione fornita da Corona – e riportata da Il Giorno – a contattarlo sarebbe stato un conoscente del figlio, che avrebbe agito insieme a un’altra persona. La richiesta era di 500 euro in contanti, da consegnare immediatamente. In caso contrario, sarebbero arrivate conseguenze contro Corona e il figlio 24enne.

Una situazione che ha spinto il conduttore a rivolgersi alla polizia, ma senza rinunciare all’appuntamento fissato con i due giovani. Corona avrebbe infatti comunicato agli agenti il luogo concordato per l’incontro, nella zona di Città Studi, permettendo così alla polizia di organizzare un intervento.
Due volanti hanno seguito a distanza il Range Rover di Corona fino alla zona indicata per l’incontro. Le pattuglie si sono fermate nelle vicinanze, mantenendo inizialmente luci e lampeggianti spenti.
Il confronto, però, non è mai realmente iniziato. Poco dopo l’arrivo del suv, due persone sarebbero sbucate dalle auto parcheggiate e si sarebbero scagliate contro la vettura. Uno dei due avrebbe impugnato una catena, utilizzandola per colpire il veicolo e mandare in frantumi il lunotto posteriore dell’auto. Gli agenti sono intervenuti immediatamente, riuscendo a fermare uno degli aggressori, che tra l’altro aveva anche uno spray per autodifesa. L’altro, invece, è riuscito ad allontanarsi a piedi nonostante un breve inseguimento.
Il giovane fermato è stato identificato come il 20enne A. B. Gli accertamenti avrebbero inoltre collegato la sua identità alla persona indicata da Corona come autore dei messaggi e della telefonata con cui sarebbe stata avanzata la richiesta di denaro.
Corona avrebbe poi indicato agli investigatori anche il nome dell’altro presunto partecipante all’agguato, il 24enne P. V., circostanza che sarebbe stata successivamente confermata dallo stesso 20enne.

A.B. sarebbe figlio di un noto giornalista e conduttore. Il ragazzo, secondo quanto riporta Repubblica, sarebbe inoltre da tempo seguito per problemi di salute non specificati. Dopo il fermo è stata effettuata una perquisizione nel suo appartamento. Nel cellulare del ragazzo infatti sarebbero state trovate alcune immagini che facevano ipotizzare la presenza di armi, ma durante la perquisizione in casa non ne sarebbero state rinvenute.
Al termine degli accertamenti, il 20enne è stato denunciato a piede libero per tentata estorsione e danneggiamento aggravato.
Resta invece da capire cosa abbia provocato la richiesta di 500 euro e, soprattutto, perché la situazione sia degenerata fino all’aggressione contro il suv di Corona. Stando a quanto scrive Il Giorno, un elemento che rende la vicenda ancora più difficile da ricostruire è il rapporto tra i protagonisti. I due giovani indicati da Corona sarebbero infatti conoscenti di Carlos e, secondo quanto emerso finora, non sarebbero stati individuati precedenti contrasti tali da spiegare una richiesta di denaro accompagnata da minacce. Saranno quindi gli ulteriori accertamenti della polizia a dover chiarire l’origine della vicenda e il ruolo avuto dai due giovani nell’agguato.
