Filippo Romeo, meglio conosciuto come Filippo Champagne, ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Milano. Monzese, 49 anni, personaggio della notte milanese con 426mila follower sui social, Romeo rappresenta un fenomeno che mescola intrattenimento online e ambizioni politiche, presentandosi come portavoce di quello che lui stesso definisce il Popolo della Gaina.
La discesa in campo di Champagne – qui vi spieghiamo chi è lui – non è una novità assoluta: già un anno fa, in un video girato di notte in auto insieme alla sua spalla, l’ex miliardario Nevio lo Stirato, aveva manifestato l’intenzione di correre per Palazzo Marino. All’epoca sembrava una provocazione, una delle tante che caratterizzano i suoi contenuti social. Ora però l’annuncio si fa più concreto, con tanto di logo della lista già pronto: sfondo azzurro, fascia tricolore al centro e la parola spingere scritta in maiuscolo su fondo giallo.
Romeo si paragona nientemeno che a Ronald Reagan: “Lui faceva l’attore ed è diventato presidente degli Stati Uniti, io faccio cinema al bar e non posso diventare sindaco di Milano?”. Alla domanda se si senta il Reagan di Milano, risponde senza esitazioni: “Non di Milano, d’Italia. Diventare sindaco è arduo, ma con tutti i giovani che mi seguono, in Consiglio comunale ci entro di sicuro”.
Il personaggio Champagne è noto per la sua presenza nei locali della movida milanese, tra cui la Gintoneria di Davide Lacerenza, finita al centro di un’inchiesta giudiziaria per un giro di escort e droga. I suoi video virali alternano tormentoni a quella che lui presenta come una vera e propria campagna elettorale, oscillando costantemente tra il serio e il faceto.
Le proposte in programma di Filippo Romeo sono quanto meno estreme e si collocano nell’area della destra populista. Al centro del suo programma c’è la sicurezza: il candidato promette di mettere cecchini sui tetti della città, vigilantes armati per le strade e addirittura ipotizza la costruzione di mura di protezione. Secondo la sua visione, la deriva della violenza nel centro cittadino sarebbe attribuibile principalmente agli stranieri.
Tra le altre promesse elettorali figura l’eliminazione totale delle piste ciclabili, tema già affrontato in quel video di un anno fa in cui inquadrava corso Buenos Aires lamentandosi delle corsie dedicate alle biciclette. Romeo propone inoltre di abbassare le tasse, soprattutto per chi paga in contanti, e di permettere ai milanesi di girare senza paura con orologi da 5mila euro al polso.
L’obiettivo dichiarato è trasformare Milano nella Dubai italiana, riportando la città a quarant’anni fa, all’epoca della Milano da bere. Una visione nostalgica di una metropoli dove il lusso ostentato e la sicurezza garantita permettano uno stile di vita senza preoccupazioni.
Sul fronte delle alleanze politiche, Romeo è categorico: “Io con la Lega non ci voglio avere a che fare”, afferma con schiettezza. Una dichiarazione che assume contorni particolari considerando che suo fratello, Massimiliano Romeo, è capogruppo della Lega al Senato. I rapporti tra i due fratelli sembrano limitati: “Ci sentiamo una volta all’anno e parliamo soltanto di Inter”, spiega Filippo.
Resta da vedere se questa operazione riuscirà a tradursi in consenso elettorale reale o se rimarrà confinata nel territorio dell’intrattenimento online.
