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Home » Personaggi » Francesca Barra vieta lo smartphone in camera ai figli: le regole (rigidissime) che dividono i genitori

Francesca Barra vieta lo smartphone in camera ai figli: le regole (rigidissime) che dividono i genitori

Francesca Barra racconta le regole sull’uso dello smartphone per i figli: niente telefono in camera, Pin controllato e limiti sui contatti.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco4 Aprile 2026
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Francesca Barra
Francesca Barra
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Francesca Barra, giornalista e scrittrice, mamma di quattro figli nati tra il 2006 e il 2022, l’ultima dei quali, Atena, avuta con il marito Claudio Santamaria, ha parlato al Corriere della Sera del suo approccio rigoroso all’educazione digitale. Un’anticipazione  libro appena uscito, Il no che vorrei dirti – Smartphone, chat e social, guida pratica per genitori smarriti (Giunti), racconta le regole che ha imposto in famiglia ai figli e (allegria) persino alla coppia.

“Coi due a cui ho già dato il telefonino ho fatto un patto educativo: non è un regalo, ma uno strumento”, spiega al Corriere della Sera. Il telefono serve anche per restare in contatto col papà, ma il patto cambia a seconda dell’età: più semplice con il figlio maggiore, più complesso con la figlia dodicenne, anche per i nuovi rischi legati a social, intelligenza artificiale e deep web, spiega Barra.

“Emma è ligia alle regole, ma oggi i suoi coetanei vanno a un pigiama party e cinque secondi dopo hanno già le foto sullo stato di WhatsApp. È complicato spiegare che questo significa che decine di persone hanno una loro foto e possono farne un uso sbagliato”.

Il confronto con altri genitori più permissivi pesa molto: “Un giorno, una compagna delle medie ha detto a Emma che le sue regole erano esagerate. Purtroppo può esserci la sensazione che sia un’ingiustizia, ma quello è il momento in cui non devi mollare”.

Il principio è chiaro: “Lo smartphone è uno spazio guidato da noi genitori”. Per la figlia dodicenne sono ammessi solo i numeri di familiari e amiche strette. Il telefono, la sera, non entra in camera da letto e il Pin resta ai genitori.

Anche l’esempio conta e così Barra ha deciso stabilito delle regole per sé stessa e per Claudio: “Ho disinstallato le app che mi distraevano, mi sono riappropriata di tempo per me e per i figli, e abbiamo stabilito che la cucina è smartphone free anche per noi adulti”.

Per creare alternative, Francesca ha introdotto momenti condivisi come “il martedì della lettura” e attività manuali come l’uncinetto: “Se togli il telefono e non dai alternative, crei frustrazione. Se offri esperienze, i ragazzi scoprono che esiste altro”.  La giornalista ha anche spiegato che i suoi ragazzi hanno “riscoperto il valore della noia”

“Se da piccoli, al ristorante, per tenerli buoni, non gli metti in mano un telefono, dopo un po’ che si annoiano, s’inventano un gioco. L’anno scorso, in attesa di traslocare in una casa nuova a Milano, abbiamo vissuto per un periodo in campagna, in un posto dove non c’era niente da fare, ma siamo andati al fiume, abbiamo giocato con le pietre e poi ci siamo scoperti arrossati e affamati e siamo andati a cercare un posto dove mangiare e, a fine giornata, avevamo una strana euforia: la noia ci aveva portati a fare cose antiche, insieme. Infatti, la casa l’abbiamo tenuta e lì tutti sono felici e si dimenticano il telefono. Claudio si è rimesso a costruire con le sue mani cose che normalmente avrebbe comprato”

L’educazione, ha spiegato Barra al Corriere della Sera, passa anche da ciò che i figli ascoltano e guardano. Francesca racconta di aver vietato alla figlia un concerto del rapper Shiva: “Ho letto i testi, glieli ho mostrati e le ho chiesto: ti piacerebbe se un ragazzo ti parlasse così?”.

 

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Un post condiviso da Damiano Rizzi (@damiano_rizzi_psicologo)

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