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Home » Personaggi » Gaza al centro della Mostra del Cinema: l’appello degli artisti scuote Venezia

Gaza al centro della Mostra del Cinema: l’appello degli artisti scuote Venezia

Cineasti e artisti italiani e internazionali chiedono al festival di prendere posizione sul conflitto in Medio Oriente, denunciando “genocidio e pulizia etnica in Palestina”
Fabio FuscoDi Fabio Fusco24 Agosto 2025
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attori per Gaza
attori per Gaza
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Manca poco all’inizio dell’82ª Mostra del Cinema di Venezia, ma prima ancora dei riflettori sulle proiezioni, a dominare la scena è il dibattito su Gaza. Centinaia di cineasti e artisti, italiani e internazionali, hanno firmato un appello chiedendo al festival di prendere una posizione netta sul conflitto in Medio Oriente, denunciando quello che definiscono “genocidio e pulizia etnica in Palestina”. La richiesta, diffusa sotto la sigla Venice4Palestine (V4P), ha messo in moto un dibattito che intreccia arte, politica e responsabilità culturale.

L’appello, inviato alla Biennale di Venezia e alle sezioni indipendenti Giornate degli Autori e Settimana della Critica, sottolinea come gli eventi culturali non possano restare indifferenti: “C’è il pericolo concreto che un altrro grande evento passi, restando indifferente a questa tragedia umana, civile e politica”, si legge nella lettera. “Per una volta lo spettacolo deve fermarsi. Dobbiamo interrompere il flusso dell’indifferenza e aprire un percorso di consapevolezza: non c’è cinema senza umanità”.

Tra i firmatari dell’appello spiccano nomi di grande rilievo del cinema italiano e internazionale: i registi Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Mario Martone, Gabriele Muccino, Daniele Luchetti, Ferzan Ozpetek, Pietro Marcello, i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, l’inglese Ken Loach e Abel Ferrara. Accanto a loro, molte interpreti italiane come Valeria Golino, Alba e Alice Rohrwacher, Jasmine Trinca, Laura Morante, Carolina Crescentini, Maya Sansa, Greta Scarano, Lunetta Savino, Claudia Gerini e Sonia Bergamasco, oltre ad attori come Toni Servillo, Fabrizio Gifuni e Claudio Santamaria. Tra i nomi internazionali spiccano la regista francese Céline Sciamma, la cineasta Audrey Diwan, Margarethe von Trotta e il musicista Roger Waters, a conferma della portata trasversale e globale della mobilitazione.
L’appello ricorda inoltre la morte di quasi 250 operatori dei media palestinesi dall’inizio del conflitto e chiede che il festival diventi un “luogo di dialogo, partecipazione attiva e resistenza”, ospitando iniziative e narrazioni palestinesi in maniera costante.

Il testo si apre con parole di forte impatto:

“Fermate gli orologi, spegnete le stelle. Il peso è troppo grande per continuare a vivere come prima. Da quasi due anni ci giungono immagini di chiarezza inequivocabile dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. Nessuno potrà dire: non sapevo, non immaginavo, non potevo credere”.

La risposta della Biennale non si è fatta attendere. In una nota ufficiale, gli organizzatori hanno ricordato che “la Biennale e il festival sono sempre stati luoghi di discussione aperta e sensibili alle questioni più urgenti della società e del mondo”. Come prova, è stato citato il film in concorso The Voice of Hind Rajab della tunisina Kaouther Ben Hania, che racconta la morte di una bambina palestinese di cinque anni, uccisa a Gaza nel 2024. Nel presentare l’opera, il direttore artistico Alberto Barbera si era mostrato profondamente commosso, spiegando che la regista ha utilizzato le registrazioni reali delle telefonate tra la bambina e la madre poco prima della tragedia.

Nella stessa dichiarazione, la Biennale ha ricordato che già lo scorso anno Venezia aveva ospitato Of Dogs and Men di Dani Rosenberg, girato dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. “La Biennale è, come sempre, aperta al dialogo”, si legge nella conclusione della nota.

Intanto, parallelamente alla lettera, il network Artisti #NoBavaglio ha annunciato per il 30 agosto, primo weekend della Mostra, una manifestazione pubblica con lo slogan Stop Genocide. La questione promette quindi di accompagnare per tutta la durata del festival, dal 27 agosto al 6 settembre, non solo le proiezioni sul red carpet ma anche le piazze e i dibattiti che animeranno Venezia.

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