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Home » Personaggi » Ghali e lo sfogo prima delle Olimpiadi: “Non canterò l’inno, e la lingua araba era di troppo”

Ghali e lo sfogo prima delle Olimpiadi: “Non canterò l’inno, e la lingua araba era di troppo”

Ghali denuncia censura alla cerimonia Olimpiadi Milano Cortina 2026: esclusa lingua araba dalla poesia e revocato l'inno. Le polemiche e lo sfogo social dell'artista.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco5 Febbraio 2026
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A poche ore dalla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, il cantante Ghali ha pubblicato sui social un messaggio in tre lingue che ha immediatamente acceso il dibattito pubblico. L’artista, atteso per un’esibizione durante l’evento inaugurale previsto per il 6 febbraio, ha scelto di esprimere il proprio disagio citando il celebre articolo “Io so” di Pier Paolo Pasolini.

 

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Un post condiviso da Ghali (@ghali)

Nel suo post, pubblicato in italiano, inglese e arabo, Ghali ha rivelato una serie di fatti che riguardano la sua partecipazione alla cerimonia. “So perché mi hanno invitato”, scrive il cantante, per poi aggiungere una rivelazione inaspettata: “So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia”. Una dichiarazione che solleva interrogativi sulla gestione artistica dell’evento olimpico più importante dell’anno.

L’artista ha inoltre spiegato che gli era stato proposto di recitare una poesia sulla pace, con la possibilità iniziale di utilizzare più lingue. Tuttavia, secondo quanto da lui affermato, una specifica lingua sarebbe stata successivamente esclusa: “So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo”. Un dettaglio che assume particolare significato considerando le origini dell’artista e il contesto di un evento internazionale che celebra l’unità attraverso lo sport.

Il messaggio di Ghali, indirizzato “A tutti”, prosegue con una riflessione più ampia sul ruolo che gli viene attribuito:

“So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero”.

Parole taglienti che rivelano una consapevolezza profonda delle dinamiche che hanno caratterizzato la sua presenza nell’evento olimpico. La conclusione del post è affidata a due frasi che riassumono il pensiero dell’artista: “So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”. Un riferimento evidente alla natura performativa e alle tensioni che hanno preceduto la sua partecipazione alla cerimonia.

Adnkronos ricorda che la presenza di Ghali alla cerimonia d’apertura era già stata al centro di polemiche nelle settimane precedenti. Fonti della Lega avevano espresso, alla fine di gennaio, una posizione fortemente critica nei confronti della scelta dell’artista per un evento di tale portata. Secondo il partito, i Giochi Milano Cortina 2026 rappresentano “uno straordinario biglietto da visita per l’Italia agli occhi del mondo”, un evento reso possibile – sempre secondo la Lega – grazie ad anni di lavoro con membri della Lega in prima linea.

Le critiche della Lega si erano concentrate sulla figura dell’artista, definito “un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari”. Secondo queste fonti, “Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”, in riferimento alle posizioni pubbliche espresse dal cantante sulla questione palestinese.  Solo pochi mesi fa, ad esempio, Ghali aveva criticato i rapper che finora si sono rifiutati di prendere posizione su Gaza.

L’esibizione del cantante è prevista per la serata del 6 febbraio, quando gli occhi del mondo saranno puntati sullo spettacolo che darà il via ufficiale ai Giochi. Resta da vedere quale sarà effettivamente la performance che Ghali porterà sul palco olimpico e se le sue parole sui social troveranno eco anche durante l’evento ufficiale.

 

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