Il dibattito sulla riforma della giustizia si intreccia con la televisione: a riaccenderlo è Fabrizio Gifuni, protagonista della serie tv Portobello, in cui interpreta Enzo Tortora, figura simbolo della malagiustizia italiana. Nonostante il ruolo ricoperto nella fiction, l’attore ha annunciato pubblicamente che voterà No al referendum, prendendo una posizione diversa rispetto a quella espressa dalla famiglia del celebre conduttore, che invece sostiene il Sì.
Visualizza questo post su Instagram
Gifuni ha spiegato la sua scelta con un lungo intervento sui social, nel quale contesta la riforma promossa dal governo guidato da Giorgia Meloni. Secondo l’attore, il vero obiettivo del provvedimento non sarebbe la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti (già di fatto esistente) bensì l’indebolimento del Consiglio Superiore della Magistratura. Gifuni ha scritto:
“Voterò convintamente No perché mi è del tutto chiaro che il vero oggetto di questa riforma non è la separazione delle carriere, già esistente di fatto, ma l’indebolimento di un organo costituzionale, il Csm”
L’attore ha poi espresso timori su una separazione totale delle funzioni, che a suo avviso potrebbe trasformare il pubblico ministero in un accusatore orientato esclusivamente alla condanna, invece che alla ricerca equilibrata delle prove. Inoltre, ha criticato i toni del confronto pubblico, ritenuti spesso ostili verso la magistratura, e ha sottolineato di aver maturato la propria posizione anche ascoltando il parere di numerosi giuristi contrari alla riforma. Gifuni ha infine richiamato il valore della Costituzione italiana, sostenendo che la riforma si inserirebbe in un quadro politico che rischia di erodere progressivamente alcuni equilibri istituzionali.
La sua presa di posizione ha riacceso l’attenzione sul caso Tortora, tornato al centro del dibattito proprio grazie alla serie Portobello. Tuttavia, la famiglia del conduttore ha espresso un orientamento diverso.
La figlia Gaia Tortora, in più occasioni, ha ribadito la propria convinzione che nel caso giudiziario del padre vi fosse una responsabilità precisa da parte della magistratura, sottolineando come non si sia trattato di un semplice errore. Anche la vedova di Tortora si è mostrata favorevole alla riforma, ritenendo necessario intervenire sul sistema giudiziario per evitare il ripetersi di vicende simili.
