Nel pieno delle polemiche per una battuta pronunciata sul palco di Sanremo 2026, arriva il commento di Gino Cecchettin. A margine della presentazione del Quaderno n. 12 del Rapporto Giovani all’Università Cattolica di Milano, il padre di Giulia Cecchettin – vittima di femminicidio – ha risposto a una domanda sulla frase detta da Carlo Conti durante la serata in cui lui stesso era ospite al Festival.
Nel corso della diretta, rivolgendosi alla moglie, Conti aveva scherzato così:
“Senti, mogliettina mia, siccome so che ti piacciono i jeans, quel modello che aveva la signorina, non lo comprare, va bene? Grazie. È pura gelosia!”
Un passaggio leggero nelle intenzioni del conduttore, ma che ha acceso un acceso dibattito sui social e non solo. La frase è stata letta da molti come un richiamo a dinamiche stereotipate legate alla gelosia e al possesso. Nella discussione è intervenuta anche la ballerina indirettamente citata, che ha preso posizione pubblicamente con parole durissime.
Cecchettin, come riportato da Open e altre testate, ha scelto un tono misurato ma fermo:
“Sono gli stereotipi che hanno portato Carlo Conti a fare quella battuta… perché continuiamo a considerare la gelosia come un elemento fondamentale di una relazione d’amore, quando invece l’amore dovrebbe bastare a se stesso.”
Un’osservazione che sposta il focus dalla singola persona al contesto culturale più ampio. Lo stesso Cecchettin ha infatti invitato a “non trasformare l’episodio in un processo personale”, pur ribadendo “la necessità di interrogarsi sugli stereotipi radicati nella società”.

Interpellato anche sui brani in gara, Cecchettin non ha voluto commentare nel dettaglio singole canzoni – come quella di Sal Da Vinci, finita al centro di critiche per presunti richiami “patriarcali” – ma ha allargato il discorso:
“Per parlare di amore, che è la cosa più difficile, bisognerebbe capire cos’è il vero amore, ma lì la questione diventa soggettiva e spesso molto influenzata dal contesto culturale, dagli stereotipi con i quali siamo cresciuti. Proprio questi stereotipi possono dare adito a interpretazioni anacronistiche e folcloristiche, legate a un concetto di amore inteso come possesso.”
Parole che si inseriscono in un dibattito più ampio sul linguaggio, sulla rappresentazione delle relazioni e sul peso culturale di certe espressioni, soprattutto in un contesto mediatico come Sanremo, seguito da milioni di spettatori.
