Il principe Harry è tornato a parlare dell’ultima telefonata con sua madre, la principessa Diana, avvenuta poche ore prima della sua morte, il 31 agosto 1997. Un ricordo che continua ad accompagnarlo anche a distanza di quasi trent’anni e che considera uno dei suoi più grandi rimpianti. In una nuova intervista rilasciata a Zach Baron per GQ, il duca di Sussex ha raccontato quanto avrebbe voluto comportarsi diversamente durante quella conversazione, interrotta in fretta perché, all’epoca, era soltanto un bambino di dodici anni impaziente di tornare a giocare con i cugini.
Quella sera Harry e il fratello William si trovavano al castello di Balmoral, in Scozia, insieme alla famiglia reale, mentre Diana era a Parigi. La principessa telefonò ai figli, ma la conversazione durò pochissimo. I due bambini stavano trascorrendo del tempo con i cugini e non avevano particolare voglia di interrompere i giochi per parlare al telefono. Nessuno poteva immaginare che, poche ore dopo, Diana sarebbe morta in seguito a un incidente automobilistico nel tunnel dell’Alma, all’età di 36 anni. Per Harry, quella breve conversazione sarebbe rimasta l’ultima occasione di sentire la voce della madre.
Durante l’intervista a GQ, il principe ha ammesso di essersi domandato moltissime volte come avrebbe affrontato quella telefonata se avesse saputo cosa sarebbe successo. “Se avessi saputo che sarebbe stata l’ultima telefonata con lei, quella conversazione sarebbe stata completamente diversa“, ha raccontato, aggiungendo che è lui a dover convivere con quel ricordo. Harry ha spiegato che, a dodici anni, desiderava soltanto tornare a correre e giocare con i cugini, senza rendersi conto dell’importanza di quei pochi minuti trascorsi al telefono. Un pensiero che per molto tempo gli ha provocato un forte senso di colpa e che ha cominciato a guardare diversamente soprattutto dopo essere diventato padre.
Non è la prima volta che Harry racconta quell’episodio. Già nel 2017, durante il documentario Diana, Our Mother: Her Life and Legacy, realizzato a vent’anni dalla scomparsa della principessa, lui e William avevano ricordato pubblicamente l’ultima chiamata ricevuta dalla madre. Harry aveva ammesso di non ricordare con precisione le parole scambiate, ma di aver rimpianto per tutta la vita la brevità della conversazione. William aveva confermato che entrambi erano impegnati a giocare a Balmoral e che soltanto dopo la tragedia avevano compreso quanto fosse stato importante quell’ultimo contatto.
Nella nuova intervista, il duca di Sussex ha parlato anche del lungo percorso necessario per affrontare la perdita della madre. Per circa vent’anni, ha spiegato, ha cercato di reprimere il dolore, arrivando a convincersi che lasciarsi andare alla tristezza potesse significare rimanere intrappolato nel passato. È stato soprattutto grazie alla terapia che ha imparato ad accettare le proprie emozioni e a considerare il ricordo di Diana come qualcosa da portare con sé, anziché un peso dal quale cercare continuamente di fuggire. Un’esperienza che ha approfondito anche nella nuova MasterClass Redefining Grief: Building Resilience Through Loss, realizzata insieme alla neuroscienziata Mary-Frances O’Connor.
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Oggi Harry, 42 anni e padre di Archie e Lilibet, ha raccontato di pensare alla madre quasi ogni giorno. Si domanda spesso come sarebbe il mondo se fosse ancora viva e quale rapporto avrebbe potuto costruire con Meghan Markle e i suoi due figli. Ha anche spiegato di sentirne talvolta la presenza e di rivolgerle idealmente alcune domande, trovando in certi momenti quello che percepisce come una risposta. Diventare padre, ha aggiunto, lo ha aiutato soprattutto a comprendere quanto i bambini siano sensibili alle emozioni degli adulti e quanto sia importante non trasmettere loro inconsapevolmente le proprie difficoltà.
Il principe ha infine ribadito che raccontare pubblicamente la propria esperienza non significa cercare compassione. Dopo anni trascorsi a evitare di affrontare il dolore, considera la possibilità di parlarne un modo per aiutare altre persone che hanno vissuto una perdita simile. Il ricordo dell’ultima telefonata con Diana resta doloroso, ma oggi Harry riesce a guardare anche al bambino che era allora, riconoscendo che a dodici anni non avrebbe potuto immaginare ciò che stava per accadere.
