Kate Beckinsale ha accusato pubblicamente Mark Ruffalo e la loro agente comune attraverso una serie di commenti su Instagram, poi cancellati, in cui ha denunciato quello che considera un evidente caso di disparità di genere nell’industria cinematografica. L’attrice britannica, nota per la saga di Underworld, ha rivelato di essere stata licenziata dalla propria agente dopo aver messo un semplice like a un post che chiedeva il cessate il fuoco a Gaza. La stessa agente però, non ha preso gli stessi provvedimenti con Ruffalo, che sostiene le stesse idee, pubblicamente. Inoltre, quando Beckinsale ha mandato un messaggio a Ruffalo per confrontarsi con lui sulla questione, lui l’avrebbe ignorata.
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I commenti sono apparsi venerdì scorso sotto un video di Ruffalo che promuoveva il nuovo film Palestine 36. Beckinsale ha scritto con tono sarcastico: “Deve essere così bello non essere licenziato dal tuo agente per aver messo like a un post sul cessate il fuoco e per non aver supportato l’uccisione di bambini”. L’attrice ha poi aggiunto una dichiarazione più provocatoria: “Immagino che avere un pene a Hollywood conti davvero molto, perché tu non sei stato licenziato dalla stessa agente che avevo io”.
Secondo quanto raccontato da Beckinsale, il licenziamento sarebbe avvenuto in circostanze particolarmente difficili. L’agente le aveva inviato un regalo solo una settimana prima, segno che non esistevano tensioni apparenti nel loro rapporto professionale. Il licenziamento è arrivato lo stesso giorno in cui anche Susan Sarandon è stata licenziata dalla sua rappresentanza, due giorni dopo la fine dello sciopero degli attori che aveva paralizzato Hollywood da luglio a novembre 2023. Per nove mesi nessuno degli attori coinvolti aveva potuto lavorare, e il licenziamento è arrivato proprio nel momento della ripresa.
Inoltre, Beckinsale ha rivelato che in quel periodo stava affrontando una tragedia familiare devastante: sua madre Judy Loe aveva ricevuto una diagnosi terminale di cancro al cervello con solo sei settimane di vita, mentre il suo patrigno Roy Battersby aveva appena subito un ictus catastrofico, aggravato da due tipi di cancro. L’attrice si stava occupando di entrambi come caregiver e si preparava a volare in Inghilterra per riportare il patrigno con sé e prestargli assistenza.
“Il giorno prima mio patrigno aveva avuto un ictus catastrofico oltre a due tipi di cancro. Mi stavo preparando a volare in Inghilterra per riportarlo indietro così da potermi prendere cura di lui completamente”, ha scritto l’attrice. Nonostante l’agente fosse a conoscenza della situazione e fosse lei stessa molto legata ai suoi genitori anziani, ha comunicato il licenziamento a Beckinsale in sole due frasi, dopo dodici anni di amicizia e collaborazione professionale.
Come riporta EW, Beckinsale ha anche rivelato di aver tentato di contattare privatamente Mark Ruffalo mesi fa per discutere della questione, ma di essere stata ignorata. “Ti ho mandato un messaggio diretto mesi fa ma mi hai ignorato”, ha scritto sotto il post dell’attore. In un commento successivo ha chiarito: “Va bene che mi abbia ignorata”, ma ha sottolineato come questa situazione dimostri il privilegio maschile anche tra gli uomini che si considerano progressisti. “È così scontato che ovviamente non ho ricevuto risposta e sostengo davvero Mark Ruffalo e tutto quello che sta facendo, ma no, non riceverò una risposta, né qui né mai”.
L’attrice ha poi precisato di non incolpare direttamente Ruffalo per la situazione, ma di voler evidenziare il doppio standard che esiste nell’industria dell’intrattenimento. Mentre lei è stata licenziata immediatamente per aver espresso sostegno a un cessate il fuoco attraverso un semplice like, Ruffalo ha continuato a essere rappresentato dalla stessa agente nonostante le sue posizioni pubbliche e molto più esplicite sulla questione palestinese.
Né i rappresentanti di Kate Beckinsale né quelli di Mark Ruffalo hanno risposto alle richieste di commento da parte della stampa.
