Nel corso di una recente intervista a Elle UK, Winona Ryder ha rivelato un retroscena sui primi anni della sua carriera. La sua partecipazione al film Schegge di follia, del 1989, le costò la possibilità di recitare al fianco di Marlon Brando. A Ryder fu sconsigliato caldamente di partecipare a quella che sarebbe diventata una delle pellicole più controverse (e poi amate) degli anni ’80. “Mi dissero che non avrei più lavorato se avessi fatto Schegge di follia”, ha raccontato, ricordando come la sua agente arrivò ad inginocchiarsi per supplicarla di rifiutare la parte.

Schegge di follia, oggi un cult, affrontava con toni taglienti temi delicatissimi come suicidio adolescenziale, violenza scolastica, disturbi alimentari e omicidi, il tutto intrecciato a una trama ironica. Winona interpretava Veronica Sawyer, una ragazza che, insieme a J.D. (Christian Slater), sfidava e poi contribuiva a distruggere una gerarchia scolastica tossica e crudele, rappresentata dal gruppo delle “Heathers”. Nel cast c’era anche Shannen Doherty, recentemente scomparsa. Quando il film uscì, fu accolto da pareri contrastanti.


Fu proprio questa percezione che portò alla revoca di un’offerta di lavoro molto importante per Winona. L’attrice aveva ottenuto un ruolo ne Il boss e la matricola, del 1990, una commedia con Marlon Brando e Matthew Broderick. Ma quando i produttori videro Schegge di follia, cambiarono idea. A Elle UK Winona ha detto:
“Pensavano che stessimo prendendo in giro il suicidio adolescenziale. Ne furono profondamente offesi. Revocarono l’offerta… Io ero tipo: ‘Non posso lavorare con Marlon Brando?’”.
Nonostante la delusione, l’attrice restò sulle sue posizioni e non si scusò per aver partecipato ad un film che negli anni a seguire sarebbe diventato un cult generazionale. E nonostante l’esclusione da quel progetto con Brando, la sua carriera proseguì con grandi successi come Edward mani di forbice (1990), Sirene (1990), L’età dell’innocenza (1993) e Piccole donne (1994). L’episodio del film con Brando fu l’unico caso in cui Schegge di follia ebbe un impatto negativo sulla carriera di Ryder e, qualche anno fa, il film ha ispirato anche un musical.
Lei stessa afferma che, se capita di trovare il film in TV, non riesce a smettere di guardarlo: “Lo so praticamente a memoria”.
Come riporta People, il regista di Schegge di follia, Michael Lehman, spiegò in un’intervista di qualche anno fa:
“Quando uscì, molte persone si indignarono e ci fu una grande reazione politicamente corretta, del tipo: “Come osate scherzare sul suicidio adolescenziale!” Ma il massacro della Columbine High School non era ancora accaduto. E comunque, non avevamo preso in giro il suicidio adolescenziale, realizzammo una commedia su come gli adolescenti sono percepiti dagli adulti e su come si comportano tra di loro”
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