Christopher Abbott era convinto, o quasi, che quella sarebbe stata la sua serata. Lo scorso giugno l’attore era candidato ai Tony Awards per la sua interpretazione nel revival di Broadway di Morte di un commesso viaggiatore e, pochi istanti prima dell’annuncio del vincitore, aveva iniziato ad avere la sensazione che il premio sarebbe andato proprio a lui. Non è successo: a vincere nella categoria di miglior attore non protagonista in un’opera teatrale è stato Alden Ehrenreich per Becky Shaw. A distanza di qualche mese, Abbott ha raccontato a Happy Sad Confused cosa gli è successo subito dopo, senza risparmiare dettagli.
“Mi era già capitato di essere candidato ad altri premi, ma questa volta, poco prima che succedesse, ho avuto quella sensazione, quel sesto senso per cui pensi: ‘Oh, vincerò’“, ha raccontato a Josh Horowitz. L’attesa, però, lo ha reso sempre più ansioso e nervoso. Quando è stato pronunciato il nome di Ehrenreich, tutta quella tensione è crollata di colpo: “È stato uno strano sollievo, una scarica di adrenalina, perché mi è venuto immediatamente mal di testa“.
E il mal di testa non è stato l’unico effetto: Abbott ha spiegato di essersi sentito improvvisamente esausto e di aver avuto un urgente bisogno di andare in bagno. Poi ha aggiunto il particolare che ha trasformato il racconto in uno dei momenti più curiosi dell’intervista: “Ho fatto una puzzetta. È successo questo. Mi sono trattenuto, ma quando non ho vinto mi è venuto mal di testa e ho fatto una puzzetta. Questo è quello che è successo“. Una reazione decisamente lontana dalle immagini composte che normalmente arrivano dalla platea durante le cerimonie di premiazione.
Abbott, peraltro, si era preparato almeno mentalmente all’eventualità di salire sul palco. Non aveva scritto un vero discorso, ma aveva già pensato ad alcuni punti da toccare e assicura che sarebbe stato breve. Il Tony è invece andato ad Alden Ehrenreich, mentre Morte di un commesso viaggiatore ha comunque conquistato il premio come miglior revival di un’opera teatrale.
La sconfitta non sembra aver lasciato particolari strascichi. Nella stessa intervista Abbott ha spiegato di sentirsi ormai abbastanza tranquillo rispetto agli alti e bassi della professione. Dopo anni di carriera e i rapporti costruiti nell’ambiente, ha imparato ad accettare che ci siano periodi in cui il lavoro abbonda e altri in cui rallenta. A preoccuparlo di più, oggi, sono questioni personali più grandi, come essere diventato padre, aver compiuto 40 anni e il passare del tempo.
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