La notte tra il 24 e il 25 gennaio 2011, la bara di Mike Bongiorno viene rubata dal cimitero di Dagnente, in provincia di Novara, e per i familiari del conduttore è l’inizio di un incubo che durerà 11 mesi. La cassa con i resti di Bongiorno verrà ritrovata infatti l’8 dicembre dello stesso anno a Vittuone, vicino Milano, dopo diverse ipotesi investigative e numerosi appelli della famiglia. Gli autori del furto non sono mai stati individuati, ma la polizia arresta due muratori estranei ai fatti, che approfittano della situazione per chiedere un riscatto ai Bongiorno.
Dopo il ritrovamento, la scientifica accertò che la bara non era stata aperta ed era stata custodita in buone condizioni. Saggiamente, la moglie di Mike e i loro tre figli, dopo un’opportuna benedizione della salma, decisero di farla cremare. Le ceneri di Mike poi sono state sparse sul Cervino, luogo che lui amava. Di seguito ricostruiamo tutta la storia che vide coinvolte, oltre alle forze dell’ordine e agli inquirenti, anche sedicenti sensitivi e mitomani, e per il quale probabilmente, fu determinante l’intervento della malavita.

Dopo la sua morte, la salma di Mike Bongiorno fu tumulata nel piccolo cimitero di Dagnente, una piccola località che affaccia sul Lago Maggiore. Una scelta singolare, per un personaggio illustre come Bongiorno, che si spiega con la volontà, da parte del conduttore, di essere sepolto nella zona in cui si trova anche Villa Zuccoli, storica proprietà che appartiene alla famiglia di sua moglie Daniela, dove Mike aveva vissuto i momenti più belli della sua vita privata.

A scoprire il furto, come scrive Torino Cronaca è un pensionato del posto, Giuseppe Boscaglia, che intorno alle 11 era andato a far visita alla tomba di sua moglie. La tomba di Mike è un loculo, il secondo da terra, collocato sopra quello di sua madre Enrica Carello, e sotto quelli in cui riposano i genitori di Daniela. Il sistema di videosorveglianza esterno non ha funzionato, ma il custode del camposanto, Idilio Calzavara, spiega che i ladri hanno fatto “un lavoro rapido” sfilando la lastra di marmo e poggiandola contro il muro, poi hanno rotto i mattoni che proteggevano ulteriormente la cassa. Gli inquirenti invece, ipotizzano che il furto sia stato commesso da un gruppo di quattro, cinque persone che si sono dileguate a bordo di un furgone, percorrendo una strada secondaria.
Qualche giorno dopo, come scrive Tg24 SKy Daniela Zuccoli lancia un appello e si rivolge soprattutto a chi possa dare informazioni utili al recupero della bara, anche perché le indagini sono ferme allo stesso punto, non ci sono novità.
“Non abbiamo avuto alcun contatto con i rapitori. Né io personalmente voglio averne. Le confesso che se dovesse capitare non so come reagirei. Non ho richieste da avanzare a quei banditi. Si facciano vivi con la polizia o con i miei figli”

Daniela smentisce fermamente di aver detto che la famiglia non ha intenzione di pagare un eventuale riscatto e respinge con rabbia l’ipotesi secondo la quale il furto della bara sarebbe stato un dispetto nei confronti di Silvio Berlusconi.
“Nessuno si permetta più di accostare la nostra tragedia alle vicende di Berlusconi. Non ne voglio parlare. (…) Certo è che nulla avvicina più la mia famiglia al presidente del Consiglio. Non lo sento e non lo vedo dal giorno del funerale, pur essendo Berlusconi il padrino di Leonardo”
I toni aspri usati da Daniela nei confronti di Berlusconi, fanno riferimento al fatto che – come scrisse anche La Stampa – Mike fu praticamente licenziato da Mediaset nel 2009, qualche mese prima della sua morte, e Berlusconi non lo contattò mai più. Nel suo appello inoltre, Zuccoli sottolinea che lei e i suoi figli vogliono assolutamente che i resti di Mike gli vengano restituiti, ma razionalmente sanno anche che nessuno gli può fare del male.
In quel periodo, si fa strada un’altra ipotesi, quella che la bara sia stata sottratta da satanisti o fanatici dell’occulto. A Repubblica, lo scrittore Giancarlo Liviano D’Arcangelo – voce narrante di uno speciale di Ossi di Seppia dedicato al caso Bongiorno – spiega che ad un certo punto entrò in scena anche una sorta di veggente.
“Il Piemonte è noto per le tradizioni legate a pratiche sataniste e alla stregoneria. Io cercavo di presiedere il più possibile la zona del cimitero perché volevo capire. Transitavano in quei momenti personaggi particolari, come il veggente. Era un tipo estroso del paese che sosteneva di poter individuare il luogo preciso dove si nascondeva la salma, se solo avesse avuto un frammento di vestito o un oggetto di Mike Bongiorno, e collegare i suoi poteri soprannaturali per ritrovarlo”
Il 3 marzo 2011 si verifica un colpo di scena: due muratori originari del foggiano, Luigi Spera e Pasquale Cianci, con precedenti per furto e rapina, si mettono in contatto con il secondogenito dei Bongiorno, Michele, da una cabina telefonica, fingendo di essere i rapitori. I due novelli Totò e Peppino vengono fermati e successivamente risulteranno estranei ai fatti, ma saranno condannati per aver tentato di estorcere 200mila euro di riscatto ai Bongiorno. Come riporta Il Giornale Cianci viene condannato in Appello a 2 anni e 4 mesi di carcere per tentata estorsione in concorso, mentre Spera ha patteggiato per la stessa accusa e sconterà una pena di 1 anno e 7 mesi.

A settembre Michele Bongiorno lancia un appello, rivolgendosi direttamente al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Come scrive Repubblica, Michele chiede aiuto perché non cali il silenzio sulla vicenda. Sottolinea che gli inquirenti si sono rivelati professionali e attenti, ma i resti di Mike non sono stati ancora recuperati.
“Per noi è una ferita aperta e non si chiuderà mai finché non si potrà scrivere la parola fine a questa storia”.
Con un altro colpo di scena, la bara viene ritrovata l’8 dicembre 2011 a Vittuone, nei pressi di Milano. Le modalità e il luogo del ritrovamento suscitano più di un interrogativo, perché la cassa era in un fosso in campagna, ma in una zona molto frequentata tra un centro commerciale e uno stradone, dove nessuno avrebbe potuto lasciare un oggetto così ingombrante senza essere notato. Si ipotizza quindi che i resti di Mike, trovati da un passante intorno alle 14.00, siano stati abbandonati la notte precedente. Si ipotizza che gli ambienti malavitosi tra Piemonte e Lombardia, legati alla ‘ndrangheta, possano aver esortato i ladri a riconsegnare la salma di Mike per distogliere le crescenti attenzioni dei media e degli investigatori dalle zone in cui gestivano i loro affari.
Dopo il ritrovamento, il Ris dei Carabinieri trasporta la cassa all’istituto di medicina legale di Milano per i dovuti accertamenti, ma viene stabilito che quella è proprio la salma di Mike Bongiorno. La cassa non è mai stata aperta, come abbiamo accennato in apertura, ed è stata custodita con cura per 11 mesi.
La famiglia di Bongiorno può tirare un sospiro di sollievo, i figli di Mike e Daniela commentano a caldo:
“Adesso stiamo decisamente meglio, siamo felicissimi che sia stato ritrovato il corpo, anche perché è sempre stata l’unica cosa che ci interessava davvero”

Daniela Zuccoli invece è scossa da sentimenti contrastanti e, come scrive il Corriere della Sera giorni dopo spiega di aver provato “una scossa di felicità e nello stesso tempo un’emozione ancora più profonda di quando l’hanno portato via dalla sua tomba”
“Non sono riuscita a parlare con nessuno per ore, ho pianto fino a sera. Ho ricevuto decine di mail, sms, telefonate. Tra le prime quelle di Fiorello, Fabio Fazio e Gerry Scotti”
E in effetti Fiorello, che nell’ultimo periodo di vita di Mike aveva collaborato con il conduttore, è tra i primi a commentare entusiasticamente la notizia. Su Twitter Rosario esulta:
“Evviva! Mike è stato trovato. L’ho appena saputo. Bellissimo regalo di Natale alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene! #felice”
Nei giorni a seguire i Bongiorno spiegano che non è stato pagato nessun riscatto e che Mike sarà cremato, per stare tranquilli e scongiurare ulteriori profanazioni. Le sue ceneri infine sono state disperse nelle valli del Cervino, un posto che lui amava particolarmente. Il mistero della bara rubata di Mike si chiude nel migliore dei modi, ma senza nessun colpevole.
