A circa due mesi dalla morte di Gene Hackman e di sua moglie Betsy Arakawa, Fox News ha reso noti i dettagli dell’autopsia effettuata sull’attore. Il documento conferma che Hackman era affetto da Alzheimer e che il suo sistema cardiovascolare era gravemente compromesso. È stata inoltre esclusa la possibilità che avesse contratto l’hantavirus, responsabile invece della morte di Arakawa, così come quella di un’intossicazione da monossido di carbonio. Un dettaglio dell’autopsia suggerisce infine che l’attore potrebbe aver trascorso alcuni giorni in stato di digiuno prima della morte.

Secondo l’Ufficio del Medico Legale del New Mexico, l’autopsia definitiva rilasciata da Fox News conferma che Gene Hackman soffriva di “insufficienza cardiaca congestizia” e di “gravi alterazioni croniche ipertensive ai reni”. L’attore, che aveva ricevuto un “pacemaker biventricolare” nel 2019, mostrava anche “segni neurodegenerativi compatibili con la malattia di Alzheimer”. L’esame ha evidenziato “una grave malattia cardiovascolare aterosclerotica e ipertensiva”, con stent coronarici, bypass, sostituzione della valvola aortica e “infarti miocardici remoti” di grandi dimensioni.
“L’esame del cervello ha mostrato segni microscopici di uno stadio avanzato della malattia di Alzheimer”, aggiunge il referto. Hackman è risultato negativo all’hantavirus e al monossido di carbonio, con una saturazione inferiore al 5%. Il tossicologico ha rilevato livelli elevati di acetone (5,3 mg/dl contro un massimo normale di 0,3 mg/dl), compatibili con uno stato di digiuno prolungato.

