Anche chi vive sotto i riflettori fin da bambino può restare stregato come farebbe un fan davanti a chi ha segnato un’epoca. È quello che è successo a Leonardo DiCaprio quando, sul set di C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino, si è trovato davanti Luke Perry. Quel momento è diventato un ricordo indelebile, tanto da essere raccontato nel documentario I Am Luke Perry, che rende omaggio alla vita e alla carriera dell’attore scomparso nel 2019, a soli 52 anni, dopo un ictus.
DiCaprio, che nel documentario è affiancato da Tarantino e Margot Robbie, ha detto:
“Mi colpì subito la sua gentilezza. Essendo cresciuto a Los Angeles, avere l’’industria dello spettacolo praticamente intorno a me da sempre, è qualcosa che in un certo senso ha contribuito a formare chi sono oggi. Per questo, vedere Luke Perry sul set mi fece provare un entusiasmo immediato”
Il documentario, ideato e prodotto da Jason Priestley, amico di lunga data e collega di Perry ai tempi di Beverly Hills, 90210, è un viaggio nei ricordi: dall’infanzia in una cittadina dell’Ohio al boom negli anni ’90, fino agli ultimi anni della sua carriera. nDiCaprio, con grande sincerità, ha raccontato come Perry fosse un vero e proprio mito per lui da ragazzo.
“Ricordo che da adolescente lo vedevo come la versione contemporanea di James Dean in TV, ed era un vero idolo, tutti impazzivano per lui.”
L’incontro tra i due non si è limitato a un semplice saluto di cortesia. Hanno avuto modo di parlare a lungo.
“Poi ci sedemmo a parlare, di Los Angeles, degli anni ’90, delle nostre vite, delle nostre carriere… e rimasi colpito da quanto fosse una persona autentica, generosa.”
Quelle chiacchiere tra due colleghi si sono trasformate in qualcosa di più profondo, lasciando in DiCaprio un’impressione fortissima: “C’era qualcosa nella sua gentilezza che mi ha davvero toccato”
Va notato come il documentario, per quanto riportato da People, riproponga letteralmente un intervento che Di Caprio rilasciò già nel 2019 a EW, poche settimane dopo la scomparsa dell’attore.
“Mi colpì subito la sua gentilezza. Essendo cresciuto a Los Angeles, avere l’’industria dello spettacolo praticamente intorno a me da sempre, è qualcosa che in un certo senso ha contribuito a formare chi sono oggi. Per questo, vedere Luke Perry sul set mi fece provare un entusiasmo immediato. Ricordo che da adolescente lo vedevo come la versione contemporanea di James Dean in TV, ed era un vero idolo, tutti impazzivano per lui. Mi sentii completamente sopraffatto, come se fossi davanti a una leggenda.
Poi ci sedemmo a parlare, di Los Angeles, degli anni ’90, delle nostre vite, delle nostre carriere… e rimasi colpito da quanto fosse una persona autentica, generosa. C’è qualcosa nella sua gentilezza che mi ha davvero toccato. Quando ho saputo della sua scomparsa, è stato devastante.”
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