Lory Del Santo è stata rinviata a giudizio a Milano con l’accusa di diffamazione aggravata per aver dichiarato pubblicamente che Sergio Leone, leggendario regista di capolavori come C’era una volta in America, l’avrebbe molestata decenni fa. La vicenda ha origine da un’intervista televisiva in cui l’attrice e show girl ha raccontato di essere stata ricevuta dal regista nella sua abitazione, trovandolo quasi completamente nudo.
Le affermazioni di Del Santo hanno spinto Francesca Leone, figlia del celebre cineasta scomparso nel 1989, a presentare due denunce formali, una a Milano e una a Roma, assistita dall’avvocato Giuseppe Bellomo. La doppia denuncia ha portato all’apertura di procedimenti in entrambe le procure, con l’accusa che ritiene le parole della show girl offensive verso un uomo che non può più difendersi dalle accuse mossegli.
La procura capitolina procede in particolare perché Del Santo ha ripetuto il suo racconto durante un servizio televisivo condotto da Caterina Balivo, senza che venisse offerto alcun contradditorio. Stando a quanto scrive Repubblica, proprio per questo motivo, anche la conduttrice risulta indagata nell’inchiesta romana: secondo l’accusa, Balivo avrebbe dovuto prendere le distanze dalle affermazioni della sua ospite o quantomeno garantire un confronto equilibrato, ma è rimasta in silenzio durante l’intervista.
Nella denuncia presentata, Francesca Leone ha elencato diversi elementi che secondo lei smonterebbero la ricostruzione dell’attrice. Tra questi, la figlia del regista solleva dubbi sull’esistenza stessa di una camera da letto nello studio del padre, particolare che metterebbe in discussione la versione dei fatti raccontata dalla Del Santo.
La vicenda solleva questioni delicate sul confine tra diritto di cronaca, tutela della memoria di personaggi pubblici scomparsi e presunzione di innocenza. Sergio Leone, maestro del cinema italiano e internazionale, è morto nel 1989, ben 35 anni fa, lasciando un’eredità artistica immensa con pellicole entrate nella storia del cinema.
L’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Lory Del Santo si basa proprio sul fatto che il regista non può più difendersi dalle accuse pubbliche. La legge italiana prevede infatti una tutela particolare per la reputazione delle persone decedute, che può essere esercitata dai familiari più stretti quando ritengono che la memoria del loro caro sia stata lesa da affermazioni false o non dimostrabili.
Del Santo, un tempo attrice di commedie sexy, poi showgirl e regista della serie The Lady, dovrà ora affrontare il processo che valuterà la fondatezza delle sue dichiarazioni e stabilirà se abbiano effettivamente leso l’onore e la memoria di uno dei più grandi registi della storia del cinema italiano. La difesa della show girl dovrà dimostrare la veridicità dei fatti raccontati o almeno la buona fede nel riportarli pubblicamente. Nel suo racconto Del Santo disse che il regista si fece trovare spogliato durante un incontro di lavoro, ma di averlo perdonato.
Il caso rappresenta un precedente significativo per quanto riguarda le testimonianze pubbliche su presunti episodi di molestie avvenuti decenni fa, sollevando interrogativi sul bilanciamento tra il diritto di raccontare la propria esperienza e la tutela della reputazione di chi non può più replicare. La questione assume particolare rilevanza in un momento storico in cui il dibattito sulle molestie e gli abusi di potere nel mondo dello spettacolo è particolarmente sentito.
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