Il 29 Settembre Ludovica Martino è stata ospite della prima edizione di Castiglione del Cinema. Intervistata dalla giornalista Laura Delli Colli, Presidente dell’SNGCI (Sindacato Nazionale dei Giornalisti Italiani), la giovane e talentuosa attrice italiana nata a Roma nel 1997, ha incontrato il pubblico, ripercorrendo la sua carriera tra cinema e serie tv.
“Sono entrata in punta di piedi in questo mondo, all’inizio ho ricevuto tanti ‘No’, ma ho insistito ed è stata una gavetta graduale, da quattro-cinque pose a ruoli più tridimensionali” ha raccontato l’attrice, ricordando il suo primo provino vinto per il cinema con il film Il Campione. “Fare un film con Stefano Accorsi e Andrea Carpenzano, l’astro nascente consolidato in quel periodo, è stato surreale. Girarlo è stato bello, con lo stadio Olimpico completamente vuoto, i veri spogliatoi dei calciatori, anche se io non ci capisco niente di calcio”. “Accorsi è un grande attore, molto dedito alla concentrazione. Molto secchione, concentrato, attento. Durante le varie scene insieme era sempre in parte, il professore serio, poi in promozione era un’altra persona. Alle letture iniziali lo ricordo molto simpatico, poi sul set è un caterpillar”.
A questo sono seguiti altri film come Security, Una Boccata d’Aria, Lovely Boy, Mio Fratello Mia Sorella, ma per Ludovica Martino tutto è iniziato sul piccolo schermo. La serie SKAM Italia l’ha fatta conoscere e le ha fatto vincere due Nastri D’Argento con il suo ruolo di Eva. Un’avventura che l’ha resa molto popolare e amata dai teenager. “La serie è uscita prima su TimVision ma non è stata vista molto. Poi è stata acquistata da Netflix ed è esplosa. Il mio personaggio Eva è scritto bene per i giovani e sono felice del lavoro fatto. Skam è stato un ferro di cavallo per me, tutto quello che è venuto dopo lo devo a questa serie”.
L’incontro ravvicinato con Carlo Verdone

Laureata in lingue, la Martino ha sempre coltivato la passione per la recitazione iniziando a studiare dai 14 anni e oggi spera in opportunità internazionali come The White Lotus. Tra le sue ultime esperienze in tv c’è Vita da Carlo 2 – disponibile su Paramount+ – dove interpreta un personaggio capriccioso e autoritario, diverso da quelli fatti fino a oggi. “In questa serie sono una di quelle attrici che nessuno vorrebbe tra i piedi o nella stessa stanza. Metto i piedi in testa a Verdone, riprendo tutti” ha detto, condividendo poi il ricordo di quando è stata coinvolta nel progetto: “Carlo non fa molti provini, li delega ma aveva visto Il Campione e anni prima mi aveva chiamato il regista Leonardo D’Agostini per dirmi: ‘Verdone ha visto il film, ma non mi ha detto niente del film, però tu gli sei piaciuta tantissimo’. Dopo anni lui si è ricordato di me e c’è stato questo incontro molto divertente. Io da subito gli ho dato del tu, ma lui mi ha dato del lei. Pensavo fosse andata male e di aver fatto una figuraccia, invece…”.
Durante l’intervista per il canale YouTube MADROG che potete recuperare qui sotto, ha raccontato che è stato “difficilissimo restare seri sul set perché Carlo (Verdone) fa ridere; le facce che fa, come si muove, è davvero un professionista”. E quando le è stato chiesto di immaginare di tornare indietro nel tempo e avere la possibilità di recitare in un cult di Verdone, ha risposto: “farei sicuramente Jessica. Conosco tutte le battute del film Viaggi di Nozze a memoria, con mia cugina rifacevamo sempre alcune scene, ogni matrimonio in cui andavamo”.
Resvrgis: “Il mio primo film horror”

A ottobre sarà ospite ad Alice nella Città con il film horror Resvrgis di Francesco Carnesecchi e, pur non potendosi sbilanciare troppo a riguardo, ha esordito sull’argomento dicendo: “C’è una battuta di caccia che poi si trasforma in un’altra cosa, è un film di genere misto tra horror e thriller. Molta CGI, la musica cambia, è stato un film complicato da girare e da rendere come soggetto. Contiene tanti tecnicismi, animali morti (realizzati con polistirolo), tanto sangue. Un film che parla di salute mentale, crudo, violento, racconta di disagi psichici, inizia con un grande trauma”. Incalzata da MADROG ha proseguito sbottonandosi in maniera totalmente sincera, in qualche curiosità da backstage: “È il mio primo film horror, un film coraggioso che mi ha spinto oltre i miei limiti e per questo sono contenta di averlo fatto. Un film avvincente e diverso che spero piacerà”.
“Non ho mai corso così tanto, sono una persona pigrissima ma ho corso nel bosco di notte con un freddo pazzesco, abbiamo sparato con dei fucili che pesavano tantissimo. Mi faceva male qualsiasi cosa, fango ovunque, un film faticoso fisicamente” ha aggiunto. “Mi piacciono i film horror ma mi fanno anche molta paura e infatti questo film l’ho fatto anche un po’ per esorcizzare. Ho sempre paura del sangue e qui ho fatto scene con il sangue che sono un po’ inquietanti. Ma mi è piaciuto aprirmi a qualcosa di nuovo per me, mi sono divertita alla fine”.
Fare cinema oggi

Riflettendo sul suo mestiere, quando le è stato chiesto cosa consiglierebbe a una giovane attrice che sta per iniziare, in tutta onestà, ha risposto: “Tornare a essere artigiani di questo mestiere è importante, sbagliare tanto, nelle scuole di recitazione e nella pratica perché questo ti permette di capire cosa c’è nella tua valigetta dell’attore, cosa puoi usare, dove puoi andare con il tuo talento. Sbagliare tanto ti aiuta, fai esperienza di vita e arricchiscono te come persona e i tuoi personaggi”.
E per finire la domanda di rito in questo periodo storico cinematografico era giusto e significativo farla anche a lei, pertanto senza indugiare MADROG le ha chiesto se è una cinefila e come si pone in relazione alla crisi della sala. “Io vado molto al cinema, sicuramente la narrazione delle storie sempre emozionanti aiuta. Il passaparola per il cinema funziona davvero quando quel film crea e suscita emozioni vere e lì c’è la vittoria della sala” ha detto senza pensarci troppo.
