Se fino a qualche giorno avete fatto shopping su Shein, vi sareste potuti imbattere in una foto di Luigi Mangione che sorride, con indosso una camicia a mezze maniche con stampa floreale, a poco meno di 10 dollari, con buona pace dei detrattori del fast fashion. C’è però un piccolo problema: il modello nella foto non è Mangione.

Mangione è attualmente in carcere e quell’immagine su Shein è molto probabilmente stata realizzata con IA o con un programma di fotoritocco, senza che risulti alcuna autorizzazione da parte del giovane accusato di aver ucciso Brian Thompson, l’amministratore delegato della compagnia assicurativa sanitaria UnitedHealthcare. TMZ, che ha dato la notizia, ha contattato Shein e i legali di Mangione per chiedere spiegazioni. Il sito di e-commerce ha comunque rimosso l’immagine del finto Luigi Mangione.
Da quando si è diffusa la notizia dell’arresto del 27enne, nato a Towson, nel Maryland, da una famiglia benestante e di origini italiane, Mangione è diventato un’icona. Tra chi lo ha definito una sorta di Robin Hood per aver giustiziato un rappresentante del controverso sistema assicurativo sanitario americano, e chi lo considera un assassino, c’è chi è rimasto affascinato dalla sua bellezza e dal sorriso, un sorriso da cinema. In molti insistono che la storia di Luigi Mangione dovrebbe essere raccontata sullo schermo, magari con Dave Franco — che gli somiglia moltissimo — nel ruolo di protagonista.
C’è anche chi ha cominciato a distribuire adesivi raffiguranti Mangione come un santo, ma finché certe eccentricità restano confinate ai social può anche andare bene. Ci si sorprende invece quando Shein utilizza un’immagine chiaramente manipolata di una persona che probabilmente non ha dato il suo consenso, per giunta coinvolta in una vicenda di cronaca nera.
Non è la prima volta che Shein finisce nel mirino per le sue scelte “creative”. Questa estate, un illustratore canadese, Justin Teodoro, ha accusato Shein di aver rubato le sue illustrazioni di popstar come Madonna per farle stampare sulle magliette vendute sul sito. Anche in quell’occasione Shein eliminò le immagini senza spiegazioni.
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