Il nome di Mahmood è finito al centro di una delicata vicenda giudiziaria negli Stati Uniti. Il cantante sarebbe stato infatti convocato come testimone nel processo che vede coinvolto lo stilista Riccardo Tisci, accusato da Patrick Cooper di violenza sessuale dopo una serata avvenuta a New York nel giugno 2024.
A riportare la notizia sono stati diversi media internazionali e italiani, mentre la giornalista Grazia Sambruna su Mowmag ha ricostruito nel dettaglio il contenuto degli atti pubblici depositati presso la New York Southern District Court.
Secondo la denuncia presentata da Patrick Cooper, tutto sarebbe iniziato durante una serata in un locale della Grande Mela. L’uomo sostiene di aver conosciuto quella sera Riccardo Tisci e Mahmood tramite un amico comune, Alexander. Cooper racconta di aver bevuto un solo drink insieme al designer e agli altri presenti, per poi non ricordare più nulla fino al mattino successivo.
Nel racconto fornito alle autorità e successivamente anche al quotidiano britannico The Independent, Cooper sostiene di essersi risvegliato senza vestiti e stordito nel letto di Tisci, con lo stilista sopra di lui che lo baciava. L’uomo ipotizza di essere stato drogato, pur dichiarando di non aver notato nulla di anomalo nel cocktail consumato quella sera e di non aver assunto volontariamente sostanze stupefacenti.
UPDATE in Riccardo Tisci’s sexual assault case: the designer’s legal team has filed a motion to depose Italian singer Mahmood (Alessandro Mahmoud), who was allegedly present the night of the assault and brought plaintiff Patrick Cooper the drink he claims was drugged, invoking… pic.twitter.com/0T3B5X1zZH
— Louis Pisano (@LouisPisano) May 17, 2026
È proprio in questo contesto, scrive Sambruna su Mowmag, che compare il nome di Mahmood: secondo Cooper, infatti, sarebbe stato il cantante a consegnargli quel drink. Per questo motivo, i legali di Tisci avrebbero deciso di convocarlo come persona informata sui fatti. Mahmood non è indagato nel procedimento, ma dovrebbe essere ascoltato attraverso le procedure previste dalla Convenzione dell’Aia, normalmente utilizzate quando il testimone risiede fuori dagli Stati Uniti e non testimonia spontaneamente.
Nel memorandum depositato in tribunale, viene riportato inoltre che Alexander, l’amico che aveva presentato Cooper agli altri, si sarebbe allontanato per circa quindici minuti e, al suo ritorno, non avrebbe più trovato né Cooper né Mahmood né Tisci.
La vicenda è ancora in pieno corso giudiziario e tutte le accuse dovranno essere accertate in tribunale. Riccardo Tisci ha sempre respinto ogni imputazione, definendo le accuse “false, infondate e formulate in malafede”. Il processo riguarda diversi capi d’accusa, tra cui aggressione, percosse, sequestro di persona, inflizione intenzionale di sofferenza emotiva e violazione della legge dello Stato di New York contro la violenza di genere.
Mahmood e Riccardo Tisci si conoscono da anni e in passato hanno collaborato anche nel mondo della moda, tra campagne pubblicitarie ed eventi condivisi. Proprio questo rapporto di amicizia avrebbe portato il nome del cantante a comparire nella ricostruzione della serata contestata.
