Mara Maionchi non si smentisce mai. La storica produttrice discografica, figura simbolo della musica italiana, è stata ospite di De Core Podcast dove ha espresso senza filtri il suo giudizio su Sal Da Vinci e sulla sua vittoria all’ultima edizione del Festival di Sanremo con il brano Per sempre sì, portato poi all’Eurovision 2026, dove si è classificato al quinto posto.
Con la sua proverbiale schiettezza, Maionchi ha analizzato la canzone riconoscendone il ritmo accattivante e le sonorità tradizionali, ma non ha risparmiato una stoccata che ha fatto rapidamente il giro del web, argomentando in soldoni che Sal Da Vinci è un professionista, ma il suo brano ha già stancato e se ha vinto Sanremo è perché non c’erano alternative valide.
“All’Eurovision c’è della roba di mia zia, non è così moderno. Sal Da Vinci è un po’ il canto all’italiana. Anche io pensavo che avrebbe vinto Sanremo, era l’unica cosa precisa. Mi è piaciuto, ma poi voglio dire non è che ci fossero i Beatles, eh”, ha dichiarato senza mezzi termini la produttrice bolognese, la quale ha poi aggiunto che di Per sempre sì ne ha piene le scatole.
La discografica 85enne ha poi chiarito il suo punto di vista, spiegando che la canzone tradizionale non rientra nei suoi gusti personali, pur riconoscendo il merito dell’artista partenopeo:
“Sai io non amo la canzone tradizionale. Cioè, a Napoli hanno fatto delle robe meravigliose. Sal Da Vinci ha fatto una canzone tradizionale, a Sanremo c’erano delle cose carine, non sufficienti. E ha vinto”.
Maionchi ha comunque voluto sottolineare le qualità del cantante, che era già andato virale con la hit Rossetto e Caffè.
“Io non amo tanto la tradizione, se non bellissima. Io amo le cose particolari e sicuramente Sal Da Vinci non lo è, però è una persona perbene. Ha sempre fatto il suo lavoro, per cui perché no?”.
Durante l’intervista al podcast condotto da Alessandro Pieravanti e Danilo da Fiumicino, la Maionchi ha poi raccontato quali sono state le soddisfazioni lavorative più grandi della sua lunga carriera.
“La cosa che mi è rimasta più nel cuore è stata la Nannini. Erano tanti anni fa, sotto tanti aspetti era una pippa ma aveva questa comunicazione che mi piaceva molto. E poi era una donna, così rivoluzionaria. Lei all’inizio doveva sfogarsi, un giorno esce America e succede il miracolo”, ha raccontato con evidente emozione riferendosi a Gianna Nannini e al suo successo.

Ma l’elenco degli artisti che le sono rimasti nel cuore non si ferma qui. “Ma mi è rimasto nel cuore anche Mango, un grande cantante con un carattere un po’ schivo. Ma anche Tiziano Ferro. Io mi son divertita anche quando dopo tanto lavoro è arrivato l’incanto del successo. Pensi anche ai soldi per carità, però la cosa che mi aiuta di più è aver avuto ragione. Siamo tutti un po’ presuntuosi, ci piace avere ragione”. Peccato che con Ferro di recente ci siano stati spiacevoli scontri a distanza, dopo le dichiarazioni di Maionchi a Belve.
La conversazione si è poi spostata sul panorama musicale contemporaneo, tema sul quale la Maionchi ha espresso perplessità e critiche piuttosto nette.
“La musica di oggi? Continuo a sentirla sì, però sono anche diventata vecchia, eh. Non capisco tutto, capisco una parte magari. Il rap? Toglie un grande impegno a chi vuole farlo: anche se non sai cantare, pazienza. Basta che racconti delle cose intelligenti. Se dici pure delle sciocchezze no, quello che mi sembra troppo”.
Particolarmente duro il suo giudizio sull’autotune, strumento ormai onnipresente nelle produzioni musicali attuali: “L’autotune? Mi dà un fastidio fisico. Chi canta deve cantare. Io preferisco la realtà. Perché se uno non è capace deve cantare?”.
Per concludere, la Maionchi ha citato Lucio Battisti come esempio di artista che ha saputo tracciare una strada personale e coerente: “Lucio Battisti era un uomo intelligente. Aveva una sua storia, ha sempre rispettato la sua strada e io l’ho stimato molto. Lui è stato il primo a portare il non-bel canto”.
Tra i commenti alle clip del suo intervento al podcast, Maionchi ha detto: “Quando mi rivedo mi dico “neanche stavolta ti sei tenuta”
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