Vent’anni fa il pubblico la conosceva come la “gattamorta” del primo Grande Fratello, una delle protagoniste più discusse e seducenti dell’edizione del 2000. Oggi Marina La Rosa è una psicologa abilitata, iscritta all’albo degli psicologi del Lazio, e porta avanti un percorso professionale che condivide assiduamente con i suoi follower, sui social.
Un’evoluzione iniziata molti anni fa, quando i suoi due figli, Renato e Gabriele, erano piccoli. Nel 2023, nel podcast One More Time di Luca Casadei, Marina ha raccontato che proprio in quella fase della vita ha sentito il bisogno di ripensarsi e tornare sui libri. È così che ha ripreso gli studi universitari, ottenendo nel 2017 la laurea in psicologia e, successivamente, l’abilitazione alla professione.
Oggi è regolarmente iscritta all’albo professionale del Lazio, con una formazione e un interesse specifico nell’area dei disturbi dell’umore.
Da cinque anni porta avanti su Instagram quella che lei stessa definisce “terapia di gruppo”: uno spazio di confronto in cui risponde ai dubbi dei follower, accoglie fragilità, orienta verso percorsi di consapevolezza e invita a osservare le proprie ferite senza giudizio. Un appuntamento diventato negli anni una piccola comunità.
Lo scorso settembre questo percorso è diventato reale, con incontri in presenza. Annunciandolo sui social, Marina ha spiegato che, in cinque anni, ha visto la sua community attraversare “crisi, insicurezze, dolori” ma anche trasformazioni preziose e legami significativi. Per questo ha deciso di fare “un passo in più” e portare la terapia di gruppo offline. Ha ricordato il lungo cammino che l’ha portata fin lì – “la laurea triennale, poi la magistrale e infine l’abilitazione” – studi portati avanti mentre gestiva “figli, casa, lavoro, scuola, amici, ceramica e tanto altro”.
“Ora l’obiettivo l’ho raggiunto”, ha scritto, aggiungendo: “Chiedetemi se sono felice. Sì, moltissimo. Ed è anche grazie a voi.”
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Nella stessa intervista a Casadei aveva anche espresso il desiderio di sviluppare un podcast.
“Vorrei anche fare un podcast per andare nel profondo delle storie, è quella la parte che mi piace, quella marcia, la parte che hai dovuto curare, la parte dell’anima che non ti è stata facile, che hai raggiunto con consapevolezza.”
E a proposito dell’etichetta di “gattamorta” che le fu cucita addosso ai tempi del reality, Marina ha chiarito di non essersi mai riconosciuta in quel ruolo, anche se all’inizio la faceva sorridere: Al Corriere aveva raccontato:
“Non mi ci sono mai ritrovata. Credo fosse un’etichetta che mi hanno cucito addosso sia per spettacolarizzare il personaggio sia perché la gente non era pronta per una ragazza come me: una giovane siciliana, senza neanche grandi curve ma con una grande carica seducente che, tutt’a un tratto, è diventata il sogno erotico degli italiani. Un fenomeno sociale. E, in questi casi, il pubblico si diverte a giudicare, additare e sentenziare.”
Oggi, oltre alla televisione, si divide tra la psicologia, l’arte e la famiglia:
“Oltre alla tv, lavoro anche con la resina e la ceramica, è nato tutto per la mia passione per gli ex voto ed è diventato un lavoro. E in ultimo o, meglio, dovrei dire in primis, ho due figli di cui mi occupo.”
A proposito di Grande Fratello, qui vi raccontiamo di quando Leonardo DiCaprio a Cinecittà scoprì l’esistenza di Taricone e della questione e della polemica dei soldi del montepremi tra Salvo Veneziano e Cristina Plevani.
