Trentacinque anni fa un episodio televisivo sconvolse il pubblico e segnò per sempre la vita di una ragazza di trent’anni, Maura Livoli. Durante una puntata di Telemike, il quiz condotto da Mike Bongiorno, la Livoli fu sorpresa con dei bigliettini nascosti nel reggiseno, accusata di barare e pubblicamente umiliata di fronte a milioni di telespettatori. La scena divenne immediatamente un caso nazionale, trasformando la Livoli in un bersaglio di critiche e derisione.

Oggi, Maura Livoli è una psicologa e psicoterapeuta e vive a Roma. Ha raccontato la sua versione dei fatti al Corriere della Sera svelando i retroscena di quell’episodio che le ha causato tanta sofferenza. Secondo la Livoli, durante le registrazioni fu colta da una colica renale, ma la sua richiesta di interrompere fu ignorata. Le furono somministrate delle gocce per l’ansia e, in stato confusionale, portò con sé in cabina i bigliettini, che contenevano appunti di studio e non le risposte alle domande.
“Non ero in me. Se lo fossi stata non avrei portato i foglietti in cabina oppure li avrei gettati a terra, non sotto il reggiseno. Mi servivano per ripassare, non c’erano scritte le domande”
La reazione di Mike Bongiorno, che la accusò di truffa e di fare sceneggiate – perché alla fine Livoli perse i sensi – fu percepito dalla Livoli come un’umiliazione pubblica.
“Un’umiliazione. Si metta nei panni di una ragazza di trent’anni. Meritavo la squalifica, ma fu il modo a ferirmi, come venni trattata in onda, addirittura si parlò di sceneggiate”
Le conseguenze di quell’episodio furono devastanti. La Livoli fu oggetto di telefonate anonime. Anche la sua famiglia, in particolare il padre, subì le ripercussioni di questa gogna mediatica.
“Addirittura quando trafugarono la salma di Mike Bongiorno dissero: “Sarà stata la signorina Livoli…”. Una gogna per cui ho sofferto e pianto, anni dopo dovetti cambiare nome sui social”

Il tentativo di ottenere un risarcimento, che sarebbe stato devoluto in beneficenza, si concluse con un nulla di fatto dopo dieci anni e con una beffa.
“Con mio padre decidemmo di chiedere un risarcimento, che avremmo devoluto in beneficenza. Dopo dieci anni venne archiviato tutto. Con un telegramma chiesi formalmente di non mandare in onda la registrazione, e invece prima della puntata furono trasmesse delle anticipazioni, a mo’ di scoop. Del resto avevo firmato una liberatoria. Un noto avvocato mi disse: “Chiediamo un miliardo e mezzo”, poi mi mollò e me lo trovai dall’altra parte“
L’episodio di Telemike ha segnato profondamente Maura Livoli. Per anni, i pazienti nel suo studio le chiedevano se fosse “quella dei bigliettini”, costringendola a giustificare il suo errore. La Livoli ha ipotizzato anche che la reazione di Bongiorno sarebbe stata meno aggressiva se si fosse trattato di un concorrente uomo.
“E pensare che non ci dovevo neanche andare, a Telemike. Avevo fatto domanda per partecipare come concorrente alla Ruota della Fortuna. Mike Bongiorno e Illy Reale, al provino, mi dissero: “Signorina, lei è così preparata, perché non viene a Telemike?”. E mi chiesero di documentarmi su Guglielmo Marconi, per i novant’anni dalla scoperta del telegrafo senza fili. Andai in biblioteca, presi tutti i tomi disponibili su Marconi e mi misi a studiare. Dopo alcuni mesi fui chiamata a registrare”
Nonostante le difficoltà, Maura Livoli è riuscita a ricostruirsi una vita. Ha scritto libri, articoli scientifici e manuali, dimostrando a se stessa e agli altri il suo valore. Oggi, guarda ancora i quiz televisivi, tra cui La Ruota della Fortuna e, con un pizzico di ironia, afferma di “saperle tutte”. E ha perdonato Mike Bongiorno.
“L’ho perdonato: lui era solo il conduttore di una trasmissione ben più grande, la sua responsabilità fu l’aver usato quei modi. Il castello su quella vicenda lo costruirono altri. Ripeto: a fronte di un mio errore”
Bongiorno è morto nel 2009 a causa di un infarto. Il conduttore ha avuto tre figli e in vita fu coinvolto in una serie di vicissitudini giudiziarie a causa di un uomo che dichiarava di essere suo figlio illegittimo.
