A meno di tre settimane dalla finale dell’8 luglio in Campidoglio, il Premio Strega 2026 viene travolto da una bufera che rischia di compromettere l’edizione celebrativa degli 80 anni del più prestigioso riconoscimento letterario italiano. Al centro della polemica una violenta lite scoppiata su un pulmino durante il tour dei finalisti, con protagonisti lo scrittore Michele Mari e la collega Teresa Ciabatti.

Stando a quanto scrive Repubblica, l’episodio è avvenuto giovedì 18 giugno, durante il viaggio verso Bisceglie, tappa pugliese dello Strega Tour che sta portando la sestina di finalisti in giro per l’Italia. Sul minivan viaggiavano, oltre a Mari e Ciabatti, anche Matteo Nucci ed Elena Rui, tutti candidati al premio.
Secondo quanto riportato da diversi testimoni presenti sul mezzo, Mari si sarebbe lanciato in giudizi pesantissimi su Michela Murgia, la scrittrice di Accabadora scomparsa il 10 agosto 2023. Mentre dialogava con Elena Rui, lo scrittore milanese avrebbe pronunciato frasi offensive
“Michela Murgia era intransigente e violenta, perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia”
Le parole attribuite a Mari non si sarebbero fermate qui. Secondo le ricostruzioni della stampa, lo scrittore avrebbe aggiunto: “Con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza”, per poi allargare il campo della sua invettiva con una considerazione generale: “Tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose”
Considerazioni che hanno fatto esplodere la reazione di Teresa Ciabatti, grande amica di Murgia e tra le persone che più le sono state vicine fino alla fine, durante la malattia che l’ha portata via.

Inizialmente Ciabatti avrebbe incassato in silenzio, poi sarebbe sbottata con fermezza: “Le tue considerazioni sono inaccettabili e sono parole che mi fanno molto male”. Sul pulmino, secondo i presenti, si sarebbe aperto un fuoco incrociato di tensioni, con la scrittrice che avrebbe valutato persino un intervento pubblico o, secondo alcune fonti, un possibile ritiro dalla competizione.
Repubblica scrive che nel giro di poche ore la voce della lite si è diffusa a macchia d’olio negli ambienti letterari, raggiungendo autori, editori e inevitabilmente i giurati dello Strega. Mari ha quindi deciso di intervenire pubblicamente attraverso una nota diffusa dalla sua casa editrice Einaudi, nella quale respinge le accuse più gravi:
“In relazione alle voci incontrollate che stanno circolando in merito a un mio diverbio con Teresa Ciabatti, tengo a precisare di non aver mai parlato dell’aspetto fisico di Michela Murgia, né mai mi sarei permesso”
Lo scrittore ha inoltre precisato di essersi chiarito con la collega: “Con Teresa Ciabatti ci siamo poi chiariti, tanto che lei stessa mi ha detto di non volere dare seguito all’episodio”. Il messaggio si conclude con delle scuse: “Mi sono comunque scusato con lei, se qualcosa nelle mie parole poteva averla ferita, così come non volevo certo offendere Michela Murgia, ma soltanto rievocare, peraltro in un contesto privato, un lontano episodio di reciproca incomprensione”
La presa di posizione di Mari non è bastata a spegnere le polemiche. La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, presieduta da Giovanni Solimine e organizzatrice del Premio Strega, ha diffuso una nota ufficiale che prende le distanze dall’accaduto: “In relazione a quanto riportato dalla stampa circa le dichiarazioni attribuite a Michele Mari, la Fondazione Bellonci ritiene ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega”
L’incidente piomba su un’edizione che doveva celebrare gli otto decenni del premio e travolge di fatto uno dei favoriti alla vittoria finale. Michele Mari guida infatti la classifica della semifinale con I convitati di pietra, edito da Einaudi, forte di 280 voti. Lo segue Matteo Nucci con 242 preferenze per Platone. Una storia d’amore pubblicato da Feltrinelli, mentre al terzo posto si trova Bianca Pitzorno con La sonnambula edito da Bompiani con 195 voti.
Teresa Ciabatti occupa la quarta posizione con 184 preferenze, distante 96 punti dal capofila Mari. Completano la sestina Alcide Pierantozzi con Lo sbilico, che regala la doppietta a Einaudi con 170 voti, ed Elena Rui con Vedove di Camus pubblicato da L’orma, ferma a 163 preferenze.
Resta da capire se l’episodio avrà conseguenze concrete sulla partecipazione di Mari alla gara o se influenzerà il voto finale dei giurati. Per ora la sestina rimane intatta e il tour prosegue secondo il calendario previsto: sabato 20 giugno tappa a Francavilla al Mare in provincia di Chieti, domenica 21 a San Benedetto del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, poi Selvazzano Dentro, Milano, Saint Vincent e Verbania.
Dal 1 al 4 luglio i finalisti voleranno a Città del Messico per una trasferta organizzata con l’Istituto italiano di cultura, prima dell’ultima fermata a Velletri il 7 luglio e della serata finale dell’8 luglio in piazza del Campidoglio a Roma. Quel che è certo è che il pulmino dello Strega non è mai stato così stretto e carico di tensione come in questo tour del 2026.
