La giornalista Milena Gabanelli ha spiegato sul Corriere della Sera le dinamiche di una truffa online per la quale vengono sfruttati i volti di personaggi noti – tra cui il suo – e nella quale, purtroppo, possono cadere molte persone. Tutto può iniziare con un finto articolo di una testata autorevole, come la Repubblica, che riporta un’intervista mai avvenuta a Milena Gabanelli nel salotto di Bruno Vespa a Porta a Porta. In questa narrazione distorta, la giornalista viene ritratta mentre accusa l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo di nascondere agli italiani la verità su investimenti miracolosi in criptovalute, descritti come altamente redditizi ed esentasse.
È questo, come ci ricorda la stessa Gabanelli nel suo editoriale sul Corriere della Sera, il sofisticato punto d’ingresso di una truffa internazionale che sfrutta la credibilità di volti noti, come quelli di Giorgia Meloni, Mario Draghi, Enrico Mentana e Sigfrido Ranucci, per spingere i cittadini a mettere a rischio i propri risparmi. Personaggi di diverso orientamento politico, che possono fare presa su un pubblico vasto.
L’adescamento avviene principalmente attraverso post sponsorizzati su Facebook e Instagram che rimandano a siti clonati, dove link strategici conducono a piattaforme di trading fittizie. Queste piattaforme cambiano nome continuamente grazie all’uso dell’intelligenza artificiale per sfuggire ai blocchi e apparire sempre nuove.
Una volta inseriti i propri dati personali, le vittime vengono rapidamente contattate telefonicamente da finti operatori che, con modi professionali, le convincono a effettuare un primo deposito di 250 euro tramite bonifico o carta di credito. Per rafforzare l’inganno, i truffatori utilizzano e-mail che simulano l’appartenenza a solidi gruppi finanziari svizzeri e presentano profili di consulenti con foto create in AI.

Il dramma, spiega Gabanelli al Corriere della Sera, si consuma quando si tenta di prelevare il capitale per “rientrare”: i truffatori spariscono o richiedono ulteriori pagamenti per ipotetiche tasse di sblocco. In Italia, la portata del fenomeno è devastante, con perdite che nel 2024 hanno raggiunto i 180 milioni di euro. Nonostante le denunce permettano di oscurare le singole pagine, il sistema si rigenera istantaneamente.
La regola d’oro per difendersi rimane la diffidenza verso chiunque prometta guadagni facili e sicuri, poiché dietro quei volti familiari si nasconde una rete criminale pronta a svuotare i conti correnti e a sottrarre dati personali.
Da anni molti vip sono costretti a mettere in guardia i fan e il pubblico da truffe o finte pubblicità a loro nome. Di recente ad esempio Carlo Verdone ha parlato di una truffa che prometteva una “festa” a pagamento per i suoi fan, un evento fittizio, ovviamente. Anche Mara Venier e Geppi Cucciari hanno dovuto smentire iniziative truffaldine nei loro confronti. David Riondino invece, fu vittima di una truffa e raccontò come si era svolta, proprio per sensibilizzare il pubblico su quanto possa essere semplice cascarci.
