Millie Bobby Brown, sulla cresta dell’onda per il nuovo film dei fratelli Russo di cui è protagonista (The Electric State, dal 14 marzo su Netflix) si è scagliata, attraverso un lungo video – post su Instagram, contro l’atteggiamento di una certa stampa, che ‘analizza’ in maniera negativa o comunque giudicante, l’aspetto fisico della star. Brown in questo senso non le manda a dire, facendo addirittura nomi e cognomi. Di seguito la dichiarazione completa
“Che sia chiaro una volta per tutte: questo problema non riguarda solo me. È più grande di me, riguarda ogni giovane donna che cresce sotto lo sguardo impietoso del pubblico. E non posso restare in silenzio. Ho iniziato la mia carriera a 10 anni. Sono cresciuta davanti agli occhi del mondo intero e, per qualche motivo, la gente non riesce a crescere con me.
No, preferisce incatenarmi a un’immagine passata, pretende che resti immobile nel tempo, vuole che sia ancora la bambina di Stranger Things stagione 1. E siccome non lo sono più, ecco che divento un bersaglio.
Parliamone. Parliamo degli articoli, dei titoli di giornale, di chi vive nell’ossessione di demolire le giovani donne.
“Perché le Gen Z come Millie Bobby Brown invecchiano così male?” – Lydia Hawken.
“Cosa si è fatta Millie Bobby Brown al viso?” – John Ely.
“Millie Bobby Brown scambiata per la madre di qualcuno mentre accompagna la sorella Ava a Los Angeles” – Cassie Carpenter.
“Matt Lucas di Little Britain attacca ferocemente il nuovo look ‘mommy makeover’ di Millie Bobby Brown“, scritto da Bethan Edwards, che invece di mettere in discussione l’insulto, lo amplifica.
Questo non è giornalismo. Questo è bullismo. Che giornalisti adulti perdano il loro tempo a sezionare il mio viso, il mio corpo, le mie scelte, è disgustoso. Che siano delle donne a farlo? Ancora peggio. Ci riempiamo la bocca con parole come “sostegno” e “solidarietà” tra donne, ma alla prima occasione utile è più facile distruggere che elevare.
La verità è che certa gente non riesce ad accettare che una ragazza diventi una donna secondo i propri tempi e le proprie regole, e non come e quando vogliono loro. Ma non ho intenzione di chiedere scusa per essere cresciuta. Non tornerò bambina solo per soddisfare aspettative assurde. Non mi farò umiliata per il mio aspetto, per il mio modo di vestire o per il modo in cui scelgo di presentarmi.
Siamo diventati una società in cui criticare è più semplice che fare un complimento. Il riflesso automatico è dire subito qualcosa di orribile invece di qualcosa di gentile. Ma la domanda è: perché? Perché il cambiamento di una giovane donna vi mette tanto a disagio?
Cresciamo. Non solo per me, ma per tutte le ragazze che meritano di diventare grandi senza il terrore di essere fatte a pezzi solo per il fatto di esistere.”
Nell’impietosa invettiva Brown non risparmia nulla ad atteggiamenti che ritiene essere di vero e proprio bullismo, troppo spesso non solo condonati, ma addirittura stimolati dai mass media, sempre alla ricerca di scandali veri o presunti, nonché incapaci di scindere – per volontà o per convenienza – l’immagine di un’interprete da quella del suo personaggio più famoso e/o emblematico.
Stranger Things (disponibile in streaming ) debutterà con i suoi episodi finali nella seconda metà del 2025.
