Il mondo dei motori è in lutto per la scomparsa di Andrea de Adamich, figura leggendaria dell’automobilismo italiano morto all’età di 84 anni. Nato a Trieste il 20 ottobre 1941, de Adamich ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Formula 1, del turismo italiano e della comunicazione sportiva televisiva. Le cause della morte non sono state rese note, ma il Corriere spiega che di recente aveva subito un intervento all’anca. Lascia una moglie, Sofia, sposata in seconde nozze nel 2010.
La carriera di de Adamich in pista è stata caratterizzata da una versatilità straordinaria. Ha corso per cinque stagioni in Formula 1, vestendo i colori di scuderie prestigiose come Ferrari, McLaren, March, Surtees e Brabham. Ma è stato con l’Alfa Romeo che ha raggiunto i suoi successi più significativi, conquistando due campionati Europeo Turismo consecutivi nel 1966 e nel 1967 alla guida dell’iconica Giulia GTA, vettura che è entrata nella leggenda dell’automobilismo sportivo italiano.
Terminata la carriera agonistica, de Adamich non ha mai abbandonato il suo amore per i motori, reinventandosi come celebre telecronista. Per decenni ha accompagnato gli appassionati italiani nelle domeniche di gara, portando nelle case degli italiani la sua competenza tecnica e la passione per le corse, diventando un volto riconoscibile e amato del palinsesto Mediaset.
Come spiega Sport Parma, il legame più profondo di Andrea de Adamich è stato quello con Varano de’ Melegari, cittadina della val Ceno in provincia di Parma che è diventata la sua seconda casa. Qui, nel 1991, de Adamich ha fondato il Centro Internazionale di Guida Sicura, un’istituzione che ha formato generazioni di automobilisti alla guida consapevole e responsabile. Sempre a Varano, dal 1991, aveva stabilito la sede permanente della Scuderia De Adamich, confermando il suo attaccamento viscerale a questo territorio.
L’impegno e la dedizione di de Adamich al mondo dell’automobilismo e alla sicurezza stradale sono stati riconosciuti anche dalle istituzioni: il 2 giugno 2022 il Presidente della Repubblica lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, onorificenza che ha coronato una vita dedicata allo sport e alla formazione.
La comunità di Varano de’ Melegari, insieme all’intero movimento motoristico italiano, piange oggi la perdita di un uomo che ha saputo trasformare la passione per i motori in un’eredità concreta, fatta di competizione, comunicazione e, soprattutto, di educazione alla sicurezza stradale. Il Centro Internazionale di Guida Sicura e la Scuderia De Adamich restano testimonianza tangibile di un’esistenza spesa per l’automobilismo.
