Umberto Bossi, controverso fondatore della Lega Nord è morto nella serata di oggi 19 marzo 2026, a Varese. La notizia è stata confermata dall’AGI. Il Senatur aveva 84 anni e da tempo conviveva con dei problemi di salute.
Bossi, nato a Cassano Magnago (Varese) il 19 settembre 1941 è stato il fondatore e cuore pulsante della Lega Nord, di cui è stato segretario federale fino al 2012 e presidente a vita. Senatore, deputato e parlamentare europeo, ha guidato il partito portando il federalismo e l’autonomia del Nord al centro della politica italiana.
Dagli esordi negli anni ’80 con movimenti autonomisti lombardi, fino alla creazione della Lega Nord nel 1989, Bossi ha trasformato la politica del Nord Italia, unendo piccole formazioni in un grande movimento. I suoi raduni a Pontida, il Parlamento del Nord e i media del partito come La Padania, Radio Padania e TelePadania hanno fatto della Lega un fenomeno nazionale.
Bossi ha navigato tra alleanze strategiche e governi di centro-destra, entrando nel governo Berlusconi II come ministro delle Riforme. Nonostante un ictus nel 2004, ha continuato a essere presente sulla scena politica fino al 2022, fondando il “Comitato del Nord” per rilanciare le istanze autonomistiche e rimanendo simbolo di un Nord sempre protagonista.
Nato da una famiglia operaia, Bossi ha vissuto una giovinezza variegata: studente di medicina a Pavia, operaio, insegnante, cantautore con il nome d’arte “Donato” e poeta in dialetto lombardo.
Nel 1975 sposò Gigliola Guidali e insieme ebbero un figlio, Riccardo. Successivamente si è legato a Manuela Marrone, che gli ha dato tre figli: Renzo – detto Il Trota – Roberto Libertà ed Eridanio Sirio.
