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Home » Personaggi » Nick Reiner si dichiara non colpevole dell’omicidio dei genitori: il caso che ha sconvolto Hollywood

Nick Reiner si dichiara non colpevole dell’omicidio dei genitori: il caso che ha sconvolto Hollywood

Il figlio del regista Rob Reiner si è dichiarato non colpevole per l'omicidio dei suoi genitori. Nick Reiner ha una lunga storia di dipendenza e disturbi mentali alle spalle.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco23 Febbraio 2026
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Nick Reiner
Nick Reiner (da Youtube)
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Nick Reiner si è dichiarato non colpevole oggi 23 febbraio in un’aula del tribunale di Los Angeles, davanti a una folla di giornalisti. L’uomo è accusato dell’omicidio di suo padre, il regista Rob Reiner e di sua madre Michele Singer, trovati morti accoltellati nella loro casa di Brentwood lo scorso 14 dicembre.

Durante la breve udienza, Reiner ha indossato una tuta marrone da detenuto e mostrava la testa rasata. Ha parlato una sola volta, rispondendo affermativamente quando il giudice gli ha chiesto se comprendeva il suo diritto a un’udienza preliminare rapida. Il prossimo appuntamento in tribunale è fissato per il 29 aprile, quando si terrà l’udienza preliminare per determinare se esistono prove sufficienti per procedere al processo.

Rob e Nick Reiner
Rob e Nick Reiner (da Youtube)

Le accuse contro Nick Reiner sono gravi: due capi di imputazione per omicidio di primo grado con circostanze aggravanti legate a omicidi multipli. Se condannato, potrebbe affrontare la pena di morte o l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Il procuratore distrettuale Nathan Hochman ha dichiarato fuori dall’aula che l’ufficio del procuratore è ancora nel processo di decidere se richiedere la pena capitale, una decisione che verrà presa con il coinvolgimento di procuratori esperti in casi capitali.

Secondo quanto ricostruito dalle autorità, Nick Reiner avrebbe accoltellato i genitori nelle prime ore del mattino del 14 dicembre nella loro abitazione di Brentwood. Dopo l’omicidio, si sarebbe allontanato dalla scena e avrebbe fatto il check-in un hotel di Santa Monica alcune ore dopo. La polizia lo ha arrestato intorno alle 21:15 dello stesso giorno a sud di Los Angeles, vicino a una stazione di servizio, diverse ore dopo che sua sorella aveva scoperto i corpi senza vita dei genitori.

Rob Reiner
Rob Reiner (da Youtube)

La difesa di Reiner è ora affidata a Kimberly Greene, un difensore pubblico che ha preso in carico il caso dopo che l’avvocato Alan Jackson, si è ritirato il mese scorso. Jackson, noto per aver rappresentato figure di alto profilo come Harvey Weinstein, Kevin Spacey e Karen Read, aveva dichiarato che non gli era possibile continuare la rappresentazione di Reiner per ragioni che non poteva rivelare per motivi etici e legali. Prima di ritirarsi, tuttavia, Jackson aveva rilasciato una dichiarazione significativa: Nick Reiner non è colpevole di omicidio secondo la legge della California.

Questa affermazione ha alimentato speculazioni sulla strategia difensiva. Non è ancora chiaro se Reiner intenderà perseguire una difesa basata sull’infermità mentale, che si applica quando l’imputato non comprendeva la natura delle proprie azioni o non era in grado di distinguere tra giusto e sbagliato. La lunga storia di Nick Reiner con la dipendenza da droghe e disturbi psichiatrici giocherà quasi certamente un ruolo centrale nel processo.

Come riporta Variety, Nick Reiner era stato aperto riguardo alla sua battaglia pluriennale contro la tossicodipendenza. In diverse interviste aveva raccontato di aver frequentato ben 18 centri di riabilitazione tra i 15 e i 19 anni. In un’intervista per il podcast sulla dipendenza di Anna David, aveva descritto un episodio in cui aveva lanciato una pietra attraverso una finestra per dimostrare di aver bisogno di farmaci. “Ero pazzo”, aveva detto. “E ho detto: ‘Sono pazzo’. E loro hanno risposto: ‘No, non lo sei’. Ho pensato: ‘Non credono alla mia parola. Tanto vale dimostrare cos’è la pazzia’.”

Diversi rapporti hanno indicato che a Reiner era stata diagnosticata la schizofrenia diversi anni fa e che stava ricevendo trattamento per un grave disturbo psichiatrico al momento dell’omicidio dei genitori. Alcune fonti hanno affermato che i farmaci di Reiner erano stati modificati o cambiati nelle settimane precedenti l’attacco, un dettaglio che potrebbe rivelarsi cruciale per la difesa.

Se lo stato mentale di Reiner fosse tale da renderlo incapace di premeditare l’omicidio con l’intento di uccidere, elemento necessario per un’accusa di omicidio di primo grado, potrebbe essere ritenuto colpevole di un grado minore di omicidio. Questa sarà probabilmente una delle questioni centrali che i suoi avvocati difensori cercheranno di dimostrare durante il processo, che potrebbe non iniziare prima di un anno.

Rob Reiner e Billy Crystal
Rob Reiner e Billy Crystal (depositphotos)

Durante l’udienza non è stata fatta alcuna menzione dello stato mentale di Reiner. Il procuratore Hochman ha dichiarato di aspettarsi che l’udienza preliminare venga probabilmente rinviata a causa del volume di prove da esaminare nel caso. Attualmente, Nick Reiner è detenuto senza possibilità di cauzione presso il Twin Towers Correctional Facility nel centro di Los Angeles.

Rob Reiner era considerato uno dei più grandi registi della sua generazione, noto per film iconici che hanno segnato la storia del cinema americano, come Misery, Stand by Me, Harry ti presento Sally e This is Spinal Tap.

Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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