Nicole Minetti ha replicato all’inchiesta del Fatto Quotidiano che ha messo in dubbio le dinamiche attorno alla grazia che le è stata concessa da Sergio Mattarella su proposta del Ministro della Giustizia. L’ex igienista dentale e consigliera regionale lombarda ha argomentato che le informazioni diffuse dal quotidiano sono “prive di fondamento e gravemente lesive” della sua reputazione personale e familiare e ha annunciato provvedimenti legali.
Nei giorni scorsi infatti, il Fatto ha argomentato che il bambino al centro della grazia concessa a Nicole Minetti non era “abbandonato alla nascita” come sostenuto nell’istanza presentata al Quirinale. Secondo gli atti del Tribunale di Maldonado (Uruguay) consultati dal giornale, il minore ha entrambi i genitori viventi e identificati. Minetti e il suo compagno, l’imprenditore Giuseppe Cipriani, hanno dovuto intentare una vera e propria causa legale contro di loro per ottenere la separazione definitiva e la perdita della patria potestà. Una causa che poi avrebbe permesso a Minetti di ottenere poi la grazia, concessa per ragioni umanitarie.
Il procedimento giudiziario si è concluso in loro favore soltanto il 15 febbraio 2023, anni dopo la nascita del bambino. Questa rivelazione mette in discussione uno dei pilastri fondamentali su cui si basa la grazia che a febbraio ha cancellato le condanne a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato che Minetti avrebbe dovuto scontare ai servizi sociali.
La storia del minore, spiega il Fatto Quotidiano, inizia nel gennaio 2018, quando il Tribunale di Maldonado lo affida temporaneamente all’Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay per un massimo di 45 giorni. Il provvedimento viene adottato come “estrema ratio” vista la situazione della famiglia: madre indigente e padre detenuto. Il giudice González Camejo dispone espressamente di creare un legame tra madre e figlio e verificarne il ricongiungimento, non un abbandono definitivo.
Il contesto in cui si inserisce questa vicenda è quello di Maldonado, una realtà uruguaiana profondamente divisa tra turismo di lusso e povertà estrema. Il 17 per cento della popolazione vive nell’indigenza e i minori affidati all’INAU finiscono spesso in strutture anonime dove negli ultimi anni sono emersi casi di maltrattamenti, adozioni forzate e corruzione. Negli ultimi mesi è esploso uno scandalo nazionale con la notizia di 114 bambini morti in cinque anni all’interno del sistema di protezione.
È in questo contesto che entrano in scena Minetti e Cipriani, che dopo il trasferimento in Uruguay costruiscono un rapporto stretto con l’ente pubblico per l’infanzia. La coppia dona soldi e beni e nei weekend apre il proprio ranch ai bambini ospiti delle strutture. I genitori biologici del minore, così poveri da ottenere l’ausilio gratuito di un difensore d’ufficio, non possono competere con le risorse economiche della coppia italiana.

Un altro elemento controverso riguarda i viaggi del bambino negli Stati Uniti. L’istanza di grazia sostiene che già nel 2021 Minetti e Cipriani abbiano portato il minore a Boston per un delicato intervento chirurgico. Ma all’epoca non avevano ancora alcun diritto legale a farlo, poiché la causa per la perdita della patria potestà si sarebbe conclusa solo due anni dopo. Come ha potuto il bambino espatriare senza l’autorizzazione dei genitori biologici rimane un interrogativo senza risposta.
L’istanza cita due pareri contrari all’operazione da parte del San Raffaele di Milano e dell’Ospedale di Padova, che avrebbero spinto la coppia a rivolgersi al Boston Children’s Hospital. Tuttavia, secondo le verifiche del Fatto Quotidiano, quei pareri non sono stati allegati alla pratica di grazia. Il professor Pietro Mortini del San Raffaele e i professori Luca Denaro e Maurizio Iacoangeli di Padova non hanno mai visitato il bambino, che non risulta tra i pazienti dell’ospedale veneto.
La vicenda si tinge di giallo con la scomparsa della madre biologica e la morte violenta dell’avvocata che la difendeva. Quattro giorni dopo il primo articolo del Fatto Quotidiano, il 14 aprile, le autorità uruguaiane hanno diramato un ordine di rintraccio per María de los Ángeles González Colinet, 29 anni, la cui ultima traccia risale a metà febbraio, proprio quando Mattarella e il ministro Nordio firmavano la grazia.
Ancora più inquietante è la morte di Mercedes Nieto, l’avvocata di 49 anni che assisteva i genitori biologici nella causa. Il 15 giugno 2024 è stata trovata carbonizzata insieme al marito, anche lui avvocato, nella loro casa di vacanza a Garzón. Il procuratore Sebastián Robles indaga per duplice omicidio e conferma che tutte le piste sono aperte, compresa quella legata alle cause che i due legali patrocinavano.
Nel settembre 2024 Minetti, Cipriani e il bambino si trasferiscono definitivamente in Italia. Il 18 settembre, tre mesi dopo la morte degli avvocati uruguaiani, il settimanale Chi dedica quattro pagine alla nuova vita dell’ex igienista dentale, ritraendola elegante insieme al bambino che gioca ai giardini Montanelli, davanti all’hotel Casa Cipriani di Milano.
Dopo giorni di silenzio, l’esplosione del caso con l’intervento del Quirinale ha costretto Nicole Minetti a rispondere pubblicamente. In una nota diffusa dai suoi legali, l’ex consigliera regionale definisce le informazioni pubblicate come prive di fondamento e gravemente lesive della sua reputazione personale e familiare. Annuncia di aver dato mandato ai propri avvocati di procedere con formale diffida e opportune azioni legali contro il giornale.
Minetti invoca anche l’intervento del Garante per la privacy affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e vengano adottati provvedimenti a tutela dei dati sensibili e dei propri familiari.
